‘TROPPI DUBBI E PERPLESSITA’ PER LE FUTURE MAMME GORIZIANE’, intervento di Fabrizio Oreti

Fabrizio Oreti4
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Capogruppo e consigliere comunale della civica per Gorizia

Riceviamo e pubblichiamo l’intervento di Fabrizio Oreti sulla conferenza stampa che si è tenuta questa mattina a Gorizia del sindaco Ettore Romoli e del presidente della Provincia Enrico Gherghetta sul punto nascita e sulla sanità di Gorizia:

“E’ stata una conferenza stampa congiunta tra comune e provincia a cui hanno partecipato il Sindaco di Gorizia Ettore Romoli, con tutti i capigruppo di maggioranza e opposizione, ed il Presidente della Provincia Enrico Gherghetta.

In maniera unanime (con l’esclusione del consigliere comunale Traini) abbiamo chiesto alla Regione, con la stessa tempistica e velocità con cui ha chiuso il punto nascita, di impegnarsi, con date certe, ad avviare in maniera imminente tutte le procedure per avviare a Gorizia la casa del parto che, tra l’altro, sarebbe il primo esempio regionale.

Contestualmente abbiamo chiesto, visto che il 21 luglio non si potrà più nascere a Gorizia, che ci venga comunicata una data sicura e certa in merito a quando si potrà nascere all’ospedale sloveno di Sempeter ed essere registrati in Italia visto che attualmente non è possibile e dichiarare un bimbo italiano nato a Gorizia corrisponderebbe al falso.

Come capogruppo della lista civica che rappresento ho espresso tutte le paure, i dubbi e le perplessità che stanno avvolgendo le tante mamme che da qui a qualche mese metteranno alla luce i propri bimbi visto che ora dovranno prendere contatti con strutture sanitarie diverse da quelle conosciute e questo sicuramente crea e provoca malumori, ulteriori steps burocratici e  preoccupazioni ai futuri mamme e papà. Visto che tra qualche mese, poi, sarò papà di Filippo, so bene di ciò che sto parlando in considerazione che con mia moglie stavamo facendo il percorso nascita con Gorizia e attualmente stiamo valutando a chi rivolgerci.
Per quanto riguarda la nascita in Slovenia la giunta Serracchiani, oltre a non aver specificato dove sarà possibile registrare i propri figli nati oltre confine, non ha tenuto in considerazione un fattore fondamentale vale a dire l’integrazione visto che le mamme che dovessero scegliere l’ospedale sloveno si troverebbero a dover partorire in una struttura sanitaria dove non si conosce per lo più la lingua ed il tutto provocherebbe ulteriori barriere comunicative.”
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