TEATRO: ANGELA FINOCCHIARO E MARIA AMELIA MONTI NEL PORDENONESE CON “LA SCENA”

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Il più recente lavoro per il teatro della scrittrice e regista Cristina Comenicini. Una divertente analisi dell’universo femminile e di quello maschile

Saranno Angela Finocchiaro e Maria Amelia Monti a dare l’arrivederci, alla prossima stagione, al pubblico di due teatri del circuito ERT. Le attrici milanesi porteranno La Scena, il più recente lavoro per il teatro di Cristina Comencini, martedì 12 aprile al Teatro Zancanaro di Sacile (ore 21) e mercoledì 13 aprile al Teatro Verdi di Maniago (ore 20.45). Sul palco, con Finocchiaro e Monti, salirà anche Stefano Annoni.

La pièce racconta l’immersione di un ragazzo nei sentimenti femminili, ma allo stesso tempo la scoperta di due donne delle pulsioni, le rabbie e le fragilità di un giovane uomo, e, infine, la comune ricerca d’amore e di libertà in un mondo in continua evoluzione.

L’apertura dello spettacolo è decisamente metateatrale, con le due protagoniste impegnate nella lettura di una scena di teatro che una delle due dovrà recitare l’indomani. Ma chi sono Lucia (Angela Finocchiaro) e Maria (Maria Amelia Monti)? Sono due donne dai caratteri opposti e lo si coglie già dal modo in cui interpretano il monologo: per Lucia, l’attrice, quelle righe raccontano fragilità e temibili tempeste dell’anima; per Maria, dirigente di banca separata, le tempeste della scena sono allegri ed erotici terremoti interni. Lucia nella sua vita ha rinunciato alla passione, all’idea di avere un uomo, si accontenta di amare i personaggi del palcoscenico; Maria, invece, senza un uomo non può stare, senza fare l’amore, senza illudersi di avere finalmente incrociato quello giusto. Come l’ultimo, agganciato la sera prima a una festa e di cui non ricorda esattamente il nome né l’età ma che potrebbe essere proprio l’atteso. Anche se risvegliandosi al mattino non l’ha più trovato nel suo letto. Eccolo, invece, apparire in mutande: un giovane ragazzo di meno di trent’anni. Si era messo a dormire nella stanza dei bambini perché la donna, di cui ricorda solo l’esuberanza fisica, russava. Le due donne lo interrogano, lo prendono in giro, gli fanno scuola di vita. Ma non prevedono la sua reazione, la rabbia che ha in corpo, la consapevolezza della sua fragilità e della sua forza senza sbocco. Su sponde opposte, le due donne e il ragazzo scoprono di vivere nello stesso mondo tutto da rifare perché «il passato sono solo muri sventrati, case terremotate da cui si deve fuggire…».

Maggiori informazioni e prenotazioni chiamando il Teatro Zancanaro (0434 780623) e l’Ufficio Turistico di Maniago (0427 709343). Info al sito www.ertfvg.it .

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