STARANZANO: “NO FUSIONE”, SI PRESENTA IL COMITATO

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L’ex consigliere regionale Franco Brussa si schiera

E’ ufficiale: anche Staranzano ha un comitato per il “no fusione”. Dopo la nascita di quello di Ronchi dei Legionari e in attesa di quello di Monfalcone, è stato presentato ieri dal portavoce locale, Mario Brandolin, nella sala “Delbianco” di Staranzano, il comitato contrario alla realizzazione della Città Comune che prevede la fusione tra Monfalcone, Ronchi dei Legionari e Staranzano.
A presiedere, davanti a una folta platea, in parte costretta a restare in piedi, oltre a Mario Brandolin, il prof. Franco Iurlaro (Dipartimento di scienze economiche e statistiche dell’università di Udine), Fabrizio Bertini (portavoce del comitato “No fusione” di Ronchi dei Legionari) e Mauro Grimolizzi (uno dei promotori del prossimo comitato “No fusione” di Monfalcone).
Tra il pubblico anche il sindaco di Ronchi dei Legionari, Roberto Fontanot, l’ex consigliere regionale Franco Brussa, Luciano Rebulla, ex sottosegretario al Turismo e parlamentare e diversi consiglieri comunali, sia di Ronchi che di Staranzano.
Dopo l’introduzione di Mario Brandolin, Franco Iurlaro ha illustrato uno studio, da lui realizzato, che dimostra come una città di circa 50.ooo abitanti, come quella ipotizzata dalla fusione dei tre comuni, non riserbi vantaggi per i propri cittadini, ma al contrario ha elencato una serie di controindicazioni in particolare sui costi dell’operazione.
Tra i vari interventi del pubblico, che ha attivamente partecipato alla discussione del tema, quello di Franco Brussa ha sorpreso i presenti. Dopo essersi sempre mantenuto equidistante tra le due posizioni, ieri si è palesemente schierato contro la fusione nei termini proposti dal comitato del “si”.
Fabrizio Bertini ha poi tracciato un primo bilancio delle attività svolte dal comitato a Ronchi dei Legionari ed ha inoltre stigmatizzato “le bugie raccontate dai promotori della Città Comune (nel corso della raccolta di firme n.d.r.) che hanno sostanzialmente ingannato i sottoscrittori della proposta di referendum”.
Mauro Grimolizzi ha spiegato le difficoltà a costituire un analogo comitato a Monfalcone, questo per la sua posizione privilegiata nel piano di Città Comune, in quanto, contrariamente agli altri comuni, trarrebbe i maggiori vantaggi dalla fusione. “Non  a caso – ha sottolineato Grimolizzi – è stato l’unico consiglio comunale a esprimere un voto favorevole alla fusione quasi all’unanimità”.
Unanime l’invito a tutti di aderire ai comitati per il “no” alla fusione, in particolare a quello di Monfalcone ancora in via di definizione, e di farsi portavoce della causa sul territorio affinché l’informazione arrivi in modo capillare in vista dell’ormai prossima consultazione referendaria.
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