RUBRICHE: MI RICORDO UNA CANZONE… “E SE DOMANI”

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Questa settimana Andrea Direnzo ci propone un brano del 1964 composto da Carlo Alberto Rossi e Giorgio Calabrese, scomparso qualche giorno fa

Al mondo (per fortuna) non esistono solo i cantautori che se la scrivono, se la cantano e se la suonano, ma esistono anche i cantanti o gli interpreti, ovvero quelli che hanno bisogno di canzoni che siano scritte da autori del testo (parolieri) e da autori della musica (musicisti). Attuando uno zoom sulla canzone italiana, l’excursus sarebbe quanto mai lungo e articolato. Prima dell’avvento dei cantautori, dunque prima della fine degli anni Cinquanta, c’erano autori come Giovanni D’Anzi, Alfredo Bracchi, Garinei e Giovannini, Gorni Kramer, Walter Malgoni, Bruno Pallesi, Lelio Luttazzi, solo per citarne alcuni; successivamente, negli anni Sessanta, nacquero i vari Mogol, Donida, Bardotti, Bigazzi, Testa, Pallavicini, Reverberi e Calabrese.

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Andrea Direnzo con Giorgio Calabrese

Quest’ultimo, che di nome fa Giorgio, è purtroppo scomparso qualche giorno fa, lasciando un’eredità autorale straordinaria: da Ciao ti dirò (interpretata da Adriano Celentano nel 1958) a due capolavori come Arrivederci (1959) e Il nostro concerto (1960), scritte insieme a Umberto Bindi, fino alle versioni italiane di brani internazionali provenienti dal repertorio brasiliano (Garota di Ipanema, Canto de Ossanha, Aguas de Março) o francese (Le déserteur, Je suis malade, Le cabotin). Servirebbe una pubblicazione accurata su Giorgio Calabrese, dove analizzare passo dopo passo, canzone per canzone, tutto il suo eccezionale percorso d’arte passato attraverso collaborazioni con Luigi Tenco (Se qualcuno ti dirà), Joe Sentieri (Ritroviamoci), Mina (Piano), Jimmy Fontana (Davanti a te), Orietta Berti (Non ci sarò), Milva (L’ultimo tram), Nicola Di Bari (Il mondo è grigio, il mondo è blu), Ornella Vanoni (Domani è un altro giorno), Iva Zanicchi (I colori di dicembre), Gilda Giuliani (Si ricomincia), Johnny Dorelli (Meglio così) e tanti altri.

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Spartito di “E se domani”, interpretata da Fausto Cigliano

All’interno di questo vasto canzoniere, c’è un’autentica perla composta insieme a Carlo Alberto Rossi e presentata nel gennaio 1964 al Festival di Sanremo da Fausto Cigliano e Gene Pitney: E se domani. La canzone è tra le “grandi escluse” della storia sanremese; infatti non accede alla finale, nonostante la bella e raffinata interpretazione che ne dà Cigliano, dotato di una voce calda e vibrante, perfetta per l’atmosfera slowly del pezzo. Una curiosità, tra parentesi: pare che E se domani fosse stata destinata a Mimì Bertè (poi Mia Martini), dal 1963 al 1965 sotto contratto con la CAR Juke Box di Rossi; ma la canzone era troppo “matura” per una ragazzina di 16 anni, tra l’altro lanciata come fenomeno “yéyé”.

Il percorso tortuoso della canzone non finisce qui: dopo l’indifferenza sanremese, ecco che viene ripresa da Mina (si narra che non la volesse incidere) con un arrangiamento differente e inserita nel suo primo omonimo LP per la Ri-Fi, pubblicato nel maggio 1964. Il successo finalmente arriva, merito anche dell’inserimento di E se domani come Lato B del 45 giri Un anno d’amore, in cima alla Hit Parade dei singoli più venduti per ben 13 settimane consecutive, posizionandosi al quinto posto dei dischi più venduti del 1965. Complice del boom, la rentrée televisiva di Mina dopo l’ostracismo Rai (a causa della maternità fuori dal matrimonio) e il posto di grande vedette che in quegli anni apparteneva solo ed esclusivamente a lei.

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45 giri di Mina: “Brava/E se domani” del 1965

E se domani è, senza ombra di dubbio, un “sempreverde” della canzone italiana grazie sì all’interpretazione di Mina, ma soprattutto al grandissimo talento di due autori come Carlo Alberto Rossi e Giorgio Calabrese. Quel “e sottolineo se” è entrato nel modus dicendi delle nostre conversazioni quotidiane e quella perfetta fusione tra parole e musica è ormai stampata nel  nostro DNA di italiani.

Andrea Direnzo*


Andrea Direnzo*Giornalista, critico ed esperto musicale, opera a 360° nell’ambito della cultura e dello spettacolo. Con due tesi di laurea nel suo bagaglio (“La magia del palcoscenico: illustrissima Ditta Garinei & Giovannini” e “La canzone italiana e il mondo dell’infanzia”), ha frequentato il master in Critica Giornalistica per Teatro, Cinema, Musica e TV presso l’Accademia Nazionale di Arte Drammatica “Silvio D’Amico” di Roma. Ha collaborato con le più importanti e accreditate testate musicali nazionali: Musica & Dischi, Raro!,Raropiù, Emozioni, L’Isola della Musica Italiana. Dal 2007 al 2013 è stato membro della commissione artistica del Premio Mia Martini di Bagnara Calabra; attualmente fa parte delle giuria del Premio Tenco e della commissione artistica del Premio Valentina Giovagnini. È  autore e conduttore radiofonico (“Un’ora sola ti vorrei – Storie di Vite in Musica).


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