RIFORMA SANITARIA: TONDO (AR), FORZATURA POLITICA PENALIZZANTE

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“La sanità, in FVG, sarà diretta e rappresentata dal mondo universitario. Ciò mortifica la professionalità della stragrande maggioranza dei medici ospedalieri”

“L’ultimo atto della riforma sanitaria regionale, caratterizzato dall’approvazione del protocollo con le stesse tabelle della versione originaria, di fatto stabilisce che la sanità, in FVG, sarà diretta e rappresentata dal mondo universitario”.

Lo dichiara il capogruppo di Autonomia Responsabile in Consiglio regionale, Renzo Tondo, che oltre a soffermarsi sulle gravi conseguenze che la riforma sanitaria produrrà indica quali saranno le azione che AR intraprenderà: “È una chiara forzatura politica di questa Giunta, che mortifica la professionalità della stragrande maggioranza dei medici ospedalieri (che rappresentano l’80% del totale) e che, purtroppo, aprirà la strada a una ulteriore lunga stagione conflittuale”.

“A Trieste, il 58% dei dirigenti medici sarà affidato a dipendenti universitari, a Udine accadrà lo stesso per il 44%. Si tratta di scelte effettuate senza alcuna motivazione. Nell’affidamento degli incarichi e della conseguente organizzazione ospedaliera, sono stati adottati pesi e misure differenti per gli ospedali di Trieste, da una parte, Udine, San Daniele e Tolmezzo dall’altra”.

“Si è deciso di affidare il Servizio sanitario regionale a un ente esterno (Università) che si occupa prevalentemente di ricerca, didattica e minimamente di assistenza e che, soprattutto, non ha vincoli diretti con le istituzioni che garantiscono i finanziamenti per la salute dei cittadini”.

“L’80% dei medici sono ospedalieri e questo nuovo assetto avrà ricadute pesanti nella funzionalità dei servizi e nell’organizzazione del sistema sanitario. Quando si parla di cura e assistenza, i tempi persi sono persi in assoluto: quando un cittadino si reca in ospedale ha bisogno di essere curato subito, oggi, domani potrebbe risultare tardivo e quindi inutile. È giusto che la didattica e la ricerca trovino nei nostri ospedali lo spazio previsto per legge, ma senza anteporlo all’attenzione che deve essere in primo luogo garantita al benessere dei cittadini”.

“Come Autonomia Responsabile inizieremo una serie di incontri con le realtà che operano sia negli ospedali che nelle università in modo da garantire la massima trasparenza relativamente ai problemi emersi, tragica conseguenza di una riforma sbagliata”.

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