RIFORMA SANITA’: ILLUSTRATO DDL IN III COMMISSIONE DA ASSESSORE TELESCA

Maria Sandra Telesca
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Una riforma urgente, che richiede la revisione della rete ospedaliera a vantaggio di un’assistenza territoriale più forte, con 100 milioni di risorse spostate dagli ospedali al territorio secondo un percorso graduale: lo aveva già detto, e lo ha ribadito, l’assessore regionale alla Salute, Maria Sandra Telesca, in occasione della presentazione, in III Commissione consiliare, del disegno di legge con cui la Giunta Serracchiani intende riordinare tutto il Sistema sanitario del Friuli Venezia Giulia.

Tre i testi sul tavolo, il presidente Franco Rotelli (Pd) ha dato la parola per prima all’assessore Telesca affinché potesse illustrare il proprio, soffermandosi in particolare sulle novità rispetto alla bozza presentata lo scorso 31 luglio.

A chi si chiede perché rivedere la sanità, la Telesca risponde che è un problema di costi, sì, ma non è solo una questione di tagli. Esistono precisi criteri per finanziare la sanità, il problema è come utilizzare bene le risorse, dunque spostarle dall’assistenza ospedaliera ai reali bisogni del cittadino. Oggi la rete ospedaliera è ridondante, va riformulata. I distretti diventano il fulcro delle attività primarie, come primari diventano i medici di famiglia, che saranno chiamati a rivedere il loro modo di lavorare.

E sempre riferendosi a un esempio di risorse ben spese, la Telesca ha ricordato che il punto nascita di Gorizia, chiuso perché non aveva più di 200 parti all’anno, costava 2 milioni di euro che sono subito stati riconvertiti per raddoppiare il sistema infermieristico delle équipe territoriali.

Assistenza sanitaria – ha concluso l’assessore – significa assistere il cittadino in tutte le fasi della sua malattia, nonché puntare alla domiciliarità e alla residenzialità.

Ecco che nel disegno di legge si legge che con il primo gennaio 2015 sono Aziende per l’assistenza sanitaria (Aas): l’Aas n. 1 “Triestina”, con sede legale a Trieste; l’Aas n. 2 “Bassa Friulana-Isontina”, con sede legale a Gorizia, istituita mediante accorpamento delle Aziende per i servizi sanitari (Ass) n. 2 “Isontina” e n. 5 “Bassa Friulana”; l’Aas n. 3 “Alto Friuli-Collinare”, istituita mediante accorpamento delle Ass n. 3 “Alto Friuli” e di parte dell’Ass n. 4 “Medio Friuli”, con sede legale a Gemona del Friuli; l’Aas n. 4 “Friuli Centrale”, con sede legale a Udine; l’Aas n. 5 “Friuli Occidentale”, istituita mediante accorpamento dell’Ass n. 6 “Friuli Occidentale” e dell’Ass “S. Maria degli Angeli” di Pordenone, con sede legale a Pordenone. Ovviamente per ciascuna Aas il disegno di legge prevede i rispettivi ambiti territoriali, ovvero i Comuni che vi sono compresi.

Sempre a decorrere dall’1 gennaio 2015, sono Enti del Servizio sanitario regionale: le Aas sovra-elencate; l’Azienda ospedaliero – universitaria “Ospedali riuniti” di Trieste e l’Azienda ospedaliero – universitaria “Santa Maria della Misericordia” di Udine; gli Istituti di ricovero e cura a carattere scientifico (Irccs) “Burlo Garofolo” di Trieste e “Centro di riferimento oncologico” di Aviano; l’Ente per la gestione accentrata dei servizi condivisi.

Da pari data, ma per massimo un anno, l’Aou di Trieste e l’Aas n. 1 “Triestina” sono rette da un unico commissario straordinario. Stessa sorte per l’Aou di Udine e l’Aas n. 4 “Friuli Centrale”.

Il provvedimento introduce anche l’Ente per la gestione accentrata dei servizi condivisi, preposto a svolgere, per conto degli enti del Servizio sanitario regionale, funzioni di aggregazione della domanda e centrale di committenza per l’acquisizione di beni e servizi, nonché funzioni accentrate di supporto, amministrative e gestionali.

Sono poi specificati i ruoli dei sindaci, delle università, del dipartimento di prevenzione, dei distretti, dell’assistenza medica primaria e di quella domiciliare, del dipartimento di salute mentale, delle strutture intermedie aventi una funzione appunto intermedia fra l’ospedale, riservato alle patologie acute e complesse, e i servizi domiciliari e ambulatoriali, destinate alla presa in carico del paziente affetto prevalentemente da malattie croniche, che necessita di assistenza o monitoraggio continui al di fuori dell’ospedale.

Si ridisegna la rete ospedaliera, organizzata secondo il modello “hub and spoke”, con quattro presidi ospedalieri “spoke”, tre presidi ospedalieri “hub” e tre presidi ospedalieri specializzati.

I presidi ospedalieri di base “spoke”, con bacino di utenza tra 80.000 e 150.000 abitanti, sono i seguenti: Gorizia e Monfalcone; Latisana e Palmanova; San Daniele del Friuli e Tolmezzo; San Vito al Tagliamento e Spilimbergo. Svolgono le seguenti funzioni: direzione medica ospedaliera, pronto soccorso e medicina d’urgenza con posti di osservazione breve e semi-intensivi, medicina interna, chirurgia generale, ortopedia e traumatologia, ginecologia e ostetricia con punto nascita, anestesia e rianimazione con posti intensivi. Inoltre svolgono le attività di oncologia, emodialisi, farmacia e, attivabili sulle ventiquattro ore, di radiologia, servizio cardiologia, servizio di gastroenterologia, “point of care” di laboratorio ed emoteca. Tramite la telemedicina si avvalgono delle funzioni di laboratorio di analisi e di microbiologia, del servizio di medicina trasfusionale e di anatomia patologica.

I presidi ospedalieri “hub”, di primo o secondo livello, con bacino di utenza maggiore di 300.000 abitanti, sono: “Santa Maria degli Angeli” di Pordenone; “Santa Maria della Misericordia” di Udine; “Cattinara e Maggiore” di Trieste. Quelli di primo livello svolgono, oltre alle funzioni che caratterizzano i presidi ospedalieri di base, le seguenti ulteriori funzioni: pronto soccorso con posti di osservazione temporanea o breve, medicina d’urgenza, pediatria, cardiologia con unità coronarica ed emodinamica-elettrofisiologia, gastroenterologia, neurologia con “stroke-unit”, oncologia, pneumologia, servizio psichiatrico di diagnosi e cura, oculistica, otorinolaringoiatria, urologia, anatomia patologica, laboratorio di analisi, servizio di medicina trasfusionale e microbiologia. Quelli di secondo livello svolgono, oltre alle funzioni che caratterizzano i presidi ospedalieri di primo livello, le seguenti ulteriori funzioni: ematologia, neurochirurgia, cardiochirurgia, chirurgia maxillo-facciale, chirurgia plastica, chirurgia toracica, chirurgia vascolare, neonatologia, terapia intensiva pediatrica, radioterapia e neuroradiologia. Nella sede di Trieste le funzioni dell’area pediatrica sono assicurate dall’Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico “Burlo Garofolo”.

I presidi ospedalieri specializzati sono i seguenti: Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico “Burlo Garofolo” di Trieste, specializzato nell’area materno infantile; “Gervasutta” di Udine, specializzato nell’area della riabilitazione; Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico “Centro di Riferimento Oncologico” di Aviano, specializzato nell’area oncologica. La rete ospedaliera pubblica è integrata con i posti letto delle case di cura private accreditate.

Capitolo a parte, le reti di patologia: reti professionali che integrano l’attività ospedaliera per acuti e post acuti con l’attività distrettuale, con l’obiettivo di assicurare la continuità assistenziale e definire modalità di presa in carico e trattamento dei pazienti su tutto il territorio regionale, facendo partecipare attivamente anche i rappresentanti di cittadini o pazienti per favorire una umanizzazione dei percorsi dell’assistenza e una modalità organizzativa dei servizi coerente con i loro bisogni di assistenza.

Così come capitolo a parte sono anche le disposizioni per l’informatizzazione del Servizio sanitario, la comunicazione al cittadino, la formazione del personale, ma anche gli accreditamenti delle strutture sanitarie e sociosanitarie.

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