REGIONE: VI COMMISSIONE, GIUNTA ILLUSTRA DDL DIRITTO ALLO STUDIO UNIVERSITARIO

studenti universitari
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L’assessore Loredana Panariti ha illustrato alla VI Commissione del Consiglio regionale, presieduta da Franco Codega (Pd), il disegno di legge che contiene le nuove norme per il diritto allo studio universitario e che, nello specifico, definisce gli interventi e i loro destinatari, nonché l’assetto istituzionale e organizzativo e la configurazione del soggetto attuatore degli interventi stessi.

Tra le innovazioni, il provvedimento sostituisce il Consiglio di indirizzo studentesco con il Comitato degli studenti, riconoscendo così in maniera definitiva il ruolo operativo degli studenti nell’ambito dell’attività complessiva dell’ARDISS. Viene anche leggermente modificata la composizione della Conferenza regionale per il diritto agli studi superiori e vengono parzialmente rivisti linee guida e programma triennale. Viene ampliata la gamma dei potenziali beneficiari rispetto alle previsioni nazionali perché, oltre agli studenti iscritti ai corsi di istruzione superiore attivati dalle Università, dagli Istituti superiori di grado universitario, dalle Istituzioni di alta formazione artistica e musicale e dagli Istituti tecnici superiori con sede legale in FVG, sono previste ulteriori categorie di destinatari.

Per la configurazione del soggetto attuatore degli interventi che risponda all’esigenza di garantire lo snellimento della struttura amministrativa senza vanificare i positivi risultati degli ex ERDISU di Udine e Trieste, è stato confermato il modello di un’Agenzia regionale, denominata Agenzia regionale per il diritto agli studi superiori-ARDISS, già prevista dalla legge regionale 16 del 2012 e che continuerà pertanto a operare. L’ARDISS avrà il compito di attuare gli interventi in materia di diritto allo studio universitario in base alle linee di indirizzo approvate dalla Regione, su proposta della Conferenza regionale per il diritto agli studi superiori.

Tutte le scelte contenute nel disegno di legge – è stato sottolineato – sono state fatte salvaguardando il principio di contenimento della spesa pubblica.

Nel dettaglio, il provvedimento è composto da 42 articoli raggruppati in cinque capi: il primo contiene le disposizioni introduttive di carattere generale; il secondo disciplina gli organismi e gli strumenti di programmazione; il terzo definisce il modello istituzionale e la relativa struttura organizzativa; il quarto disciplina gli interventi regionali e la tassa per il diritto allo studio universitario; il quinto contiene le norme transitorie, le abrogazioni, la decorrenza dell’efficacia e le norme finanziarie.

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