REGIONE: REVELANT (AR), TERREMOTO OCCASIONE PER RIFLETTERE SU RUOLO ISTITUZIONI

Roberto Revelant
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 “39 anni sono trascorsi da quel terribile giorno che ha scosso il Friuli, che ha portato morte e distruzione, ma che ha generato reazioni incredibili di solidarietà e generosità nei confronti di un popolo che con caparbietà, forza d’animo e organizzazione ha ricostruito dalle macerie fabbriche, case, chiese, scuole, paesi e città”. A intervenire è il consigliere regionale di Autonomia Responsabile, Roberto Revelant, presente alla messa in ricordo del tragico sisma del ’76 che colpì il Friuli e Gemona.

“Per chi non ha visto il terremoto, rivedere le immagini di allora fa capire da una parte la tragedia e il grande lavoro svolto da tutti, ma soprattutto dovrebbe far riflettere il ruolo efficace ed efficiente che ebbero le istituzioni. Accadesse oggi riusciremmo a dare una risposta simile? Credo proprio di no. Siamo arrivati sotto l’aspetto legislativo a un punto di non ritorno, dove è complicatissimo affrontare l’ordinario e sarebbe impossibile affrontare un’emergenza simile, nei tempi e nei modi di allora. Pessimismo? Non credo. la realtà dice per esempio che una casa non potrebbe essere ricostruita con l’aiuto dei familiari, questo per le norme legate al lavoro e alla sicurezza, quando allora molto spesso si costruivano le case nei sabati e domeniche e tutti, oltre alle proprie professioni, erano anche muratori, un mestiere allora diffuso e ora in via di estinzione per l’assenza di cantieri. Vogliamo poi andare a vedere negli archivi lo spessore delle pratiche edilizie di allora? Oggi ci vorrebbero biblioteche intere per raccogliere i documenti richiesti per il rilascio dei permessi a costruire. Per non parlare poi dei tempi e dei relativi costi”.

“Ripeto, siamo a un punto di non ritorno, c’è la necessità di invertire la direzione degli ultimi 20 anni di elaborare leggi su leggi e modifiche con l’obiettivo di semplificare raggiungendo invece il risultato opposto. Bisogna produrre testi unici eliminando contestualmente 5/6 leggi, altrimenti non ne verremo mai fuori”.

“Oggi verrà riattivato l’orologio del castello, ultimo simbolo di una ricostruzione oramai praticamente completata e con grande successo direi. Il terremoto, ma soprattutto la ricostruzione, ci ha insegnato a decentrare e a semplificare, ed è questa la strada da seguire: non si può continuare a normare tutto, va ridata fiducia alle persone appellandosi al buon senso, punendo eventualmente chi fa il furbo o sgarra”.

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