REGIONE: PICCIN (GM), SU ELECTROLUX LA GIUNTA SI ATTIVI PRESSO IL GOVERNO

Electrolux ingresso
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“Electrolux torna a guardare alla Polonia: e il Governo che fa?”

Se lo chiede la consigliera regionale del Gruppo Misto Mara Piccin, che di fronte alle insistenti indiscrezioni che danno la proprietà della multinazionale svedese intenzionata a incrementare la capacità produttiva delle proprie fabbriche polacche, ha presentato un’interrogazione alla Giunta.

“Electrolux nell’ultimo anno si sarebbe detta più volte pronta a mantenere gli impegni che aveva sottoscritto nel maggio 2014, alla presenza del presidente Matteo Renzi e dei presidenti di Friuli Venezia Giulia, Veneto, Lombardia, Emilia Romagna. Tale accordo avrebbe dovuto assicurare la permanenza del Gruppo in Italia e il salvataggio dello stabilimento di Porcia, con 150 milioni di euro di investimenti da parte dell’azienda tra il 2014 e il 2017 a fronte della concessione da parte governativa di fondi per innovazione e ricerca per realizzare modelli di alta gamma.

“Questo avrebbe permesso – ricorda la Piccin – di accentuare il carattere di qualità e il made in Italy, e quindi di incrementare la produzione italiana di elettrodomestici e riconquistare i livelli occupazionali di un tempo. Peccato che gli investimenti statali promessi non sarebbero mai arrivati, secondo quanto sostengono fonti sindacali”.

A questo punto il rischio di un disimpegno, nel medio o nel breve periodo, dall’Italia e quindi anche dallo stabilimento di Porcia, si fa di nuovo concreto. E la Piccin chiede alla presidente Serracchiani e all’assessore competente Sergio Bolzonello “qual è lo stato dell’arte delle pratiche di erogazione dei finanziamenti all’Electrolux e se la presidente della Regione intende farsi parte attiva presso il Governo affinchè venga ottemperato l’accordo siglato nel 2014”.

Lo Stato pare infatti essere assente rispetto agli impegni intrapresi e di questo passo “nel 2017 si avrà anche l’attivazione degli esuberi di personale, finora scongiurati. Si vuole davvero arrivare a questo, o si può agire in sede romana affinché Renzi onori gli impegni che ha assunto?”

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