PRIMARIE PD A TRIESTE: FORZA ITALIA, “BIZZARRA INTERPRETAZIONE DI DEMOCRAZIA”

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“Ma da chi hanno studiato democrazia Renzi e Serracchiani: dal leader della “democratica” Corea del Nord Kim Yong ?!”

“Se non rappresentasse lo specchio fedele di come il ticket Renzi-Serracchiani e la loro filiera interpretano la democrazia e le sue regole verrebbe davvero da ridere a crepapelle”. Così i consiglieri regionali di Forza Italia del Friuli Venezia Giulia, Roberto Novelli e Rodolfo Ziberna, che spiegano:

“Alle primarie di domenica 6 marzo prossima il popolo dem di Trieste sceglierà il suo candidato sindaco tra l’uscente Roberto Cosolini ed il senatore Francesco Russo. Il primo assai in bilico nei sondaggi per una affatto brillante amministrazione ed il secondo giovane rampante senatore in cerca di uno scranno sostitutivo di quello che sta per perdere con la soppressione dell’attuale senato.”

“Gli elettori del centrosinistra prima di esprimere la loro preferenza per un candidato o l’altro dovranno sottoscrivere e condividere una sorta di manifesto, ovvero un programma della coalizione contenente diversi punti. Fin qui tutto normale, o quasi.”

“Ciò che ha dell’incredibile – ironizzano Ziberna e Novelli – è che gli elettori, nel sottoscrivere il documento, dovranno sottoscrivere il seguente passaggio: ‘La conferma dell’alleanza della coalizione parte dal convincimento che l’amministrazione ha operato una svolta profonda e ha attuato una nuova e moderna strategia di sviluppo. Ciò grazie alla capacità di governo del sindaco e della sua maggioranza che hanno consentito di fermare il declino e l’isolamento della città dopo dieci anni di gestione Dipiazza e di avviare il ruolo di Trieste in ambito nazionale ed internazionale’.

“Ciò significa – aggiungono i due consiglieri regionali – che coloro che domenica vorranno votare per Russo sindaco, perché a loro avviso Cosolini non è stato in grado di interpretare la città (è una delle accuse che i dem muovono al sindaco uscente), lo potranno fare ma dovranno sottoscrivere un manifesto in cui si afferma l’esatto contrario! Lo stesso Russo, se vorrà partecipare e votarsi, dovrà farlo.”

“E’ noto come nel Pd della nostra regione non si muova foglia senza che la Serracchiani lo voglia e come lo stesso Renzi abbia benedetto questa “leale” competizione augurandosi “che vinca il migliore! C’è ancora qualcuno che ritiene che questa sinistra ed i loro governi – concludono Ziberna e Novelli – siano capaci di giocare ad armi pari senza imbrogliare?! Ma da chi hanno studiato democrazia Renzi e Serracchiani: dal leader della “democratica” Corea del Nord Kim Yong ?!

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