SOCIALE: PRESENTATI I DATI DEL SOSTEGNO AL REDDITO

sostegno al reddito
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In cima per numero di domande presentate le persone sole (3.518, vale a dire il 32%), 10.785 domande di nuclei familiari per una platea complessiva che coinvolge 29.493 persone

“Un intervento che ha fatto emergere una fascia di popolazione in difficoltà, in precedenza esclusa dai Servizi sociali: soprattutto per questo il sostegno al reddito che la Regione ha introdotto – prima in Italia – era ed è un’azione necessaria. Un investimento di circa 40 milioni di euro che serve al tessuto sociale di questo territorio”.

Con queste parole la presidente della Regione Friuli Venezia Giulia Debora Serracchiani ha introdotto la presentazione dei dati relativi alla Misura di inclusione attiva e di sostegno al reddito avviata dall’Amministrazione regionale nell’ottobre del 2015 (legge regionale n. 15 del 10 luglio 2015) e che ha registrato 10.785 domande di nuclei familiari per una platea complessiva che coinvolge 29.493 persone.

Presenti, oltre alla presidente Serracchiani, anche gli assessori regionali Loredana Panariti (Lavoro) e Maria Sandra Telesca (Politiche sociali), il presidente della Terza Commissione consiliare Franco Rotelli, i capigruppo Diego Moretti, Pietro Paviotti e Giulio Lauri.

Nel corso dell’illustrazione la presidente ha messo in risalto come siano emerse alcune realtà inattese, come quella delle persone che pur lavorando hanno presentato richiesta dell’indennità (il 37% del totale), manifestando quindi una condizione di povertà. Un altro elemento significativo è quello relativo ai nuclei familiari composti da una sola persona, che sono in cima per numero di domande presentate (3.518, vale dire il 32%).

“Ci aspettavamo – ha affermato la presidente Serracchiani – più domande da parte delle famiglie con figli a carico, e invece sono emerse delle aree di sofferenza per le quali adesso c’è quell’attenzione da parte del servizio pubblico che prima in molti casi non c’era, o era insufficiente”.

La presidente ha poi spiegato come il sostegno al reddito regionale andrà a integrarsi con la nuova Misura nazionale, che sarà maggiormente indirizzata verso le famiglie e avrà un limite di reddito più basso (ISEE fino a 3.000,00 euro) rispetto a quella del Friuli Venezia Giulia (ISEE fino a 6.000,00 euro).

Ma l’elemento qualificante della Misura, come è stato evidenziato anche dagli assessori Panariti e Telesca, è il vincolo del sostegno economico al Patto per l’inclusione sociale e l’inserimento lavorativo. A tal fine lo scorso dicembre è stato attivato con 4 milioni di euro un progetto che riguarda i percorsi formativi a favore dei soggetti svantaggiati a carico dei Servizi sociali, mentre nel corso di quest’anno sono previsti, oltre alla formazione, dei tirocini di orientamento finalizzati alla riqualificazione professionale.

Insieme a queste misure, ha annunciato l’assessore regionale Panariti, verrà valutato anche un accordo con il Terzo settore per dei lavori a favore della comunità: affinché ci sia anche un impegno sociale da parte di chi riceve il sostegno al reddito.

“A tal riguardo – ha puntualizzato la presidente Serracchiani – ricordo che nel Patto è prevista anche una forma di prevenzione alla dispersione scolastica, perché all’aiuto economico erogato al nucleo familiare deve corrispondere la frequenza dei figli minori alle lezioni”.

Per evitare che l’indennità vada a beneficio di persone prive dei requisiti previsti dalla legge, la presidente Serracchiani ha ricordato l’importanza del Protocollo d’intesa sottoscritto con la Guardia di Finanza, grazie al quale “sarà possibile, attraverso lo scambio dei dati, un controllo preventivo, affinché il sostegno arrivi a coloro i quali ne hanno effettivamente bisogno”.

Da rilevare infine, come evidenziato dall’assessore regionale Panariti, che con le risorse del Fondo Sociale Europeo (FSE) verranno rafforzati gli interventi di raccordo tra gli Ambiti socio-sanitari e i Centri per l’Impiego, arrivando all’assunzione a tempo determinato di 19 persone, le quali “potranno intervenire – ha detto l’assessore regionale al Lavoro – dove il numero di domande è particolarmente significativo, per rispondere in maniera veloce, accurata ed efficace alle richieste presentate”.

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