MUSEI PROVINCIALI: ZIBERNA (FI), ENNESIMO SCIPPO ALLA CITTÀ DI GORIZIA

Rodolfo Ziberna 1
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“Nutriamo seri dubbi sul fatto che la Regione abbia la potestà normativa per disporre con legge il trasferimento dei Musei Provinciali (demanio pubblico) attualmente di proprietà della Provincia ed in piccola parte del Comune di Gorizia”

“Trasferire il patrimonio culturale della Provincia di Gorizia in proprietà indivisa ai Comuni di Gorizia e Monfalcone rappresenta un’espropriazione del capoluogo isontino che i cittadini vivrebbero come un’ulteriore spogliazione della città da parte di una regione matrigna, un’altra violenza al suo tessuto, ai suoi servizi”.

Ad affermarlo il Vicepresidente del Gruppo di Forza Italia Rodolfo Ziberna a margine della seduta della V Commissione Consiliare in cui è stato illustrato il ddl 142 «Norme urgenti in materia di attività e beni culturali e di volontariato». Ziberna, che sarà anche relatore di minoranza del provvedimento, si è astenuto sul ddl complessivo ed ha votato contro l’articolo 3 che modifica l’articolo 17 della LR 2/2016 (Istituzione dell’Ente regionale per il patrimonio culturale della Regione FVG – ERPAC) riferito alle Collezioni della Provincia di Gorizia, ovvero ai Musei provinciali.

“L’ipotesi di attribuire la proprietà dei beni ad un Comune (scelta ritenuta impercorribile sino a qualche anno fa dalla Regione ed osteggiata dalla stessa Provincia che riteneva il Comune di Gorizia non in grado di sostenere le spese di manutenzione del patrimonio museale) – rileva Ziberna – si è improvvisamente materializzata solo quando è stato possibile coinvolgere il Comune di Monfalcone. Attribuire, quindi, la proprietà indivisa solo a tale ente, oltre ad attribuirgli un ruolo ed un’importanza sproporzionata ed irrispettosa della storia e cultura locale, rappresenta anche uno schiaffo per la città di Gorizia e per tutto il territorio provinciale che si vede svilito e, purtroppo, ripetutamente oggetto e vittima di interessi e giochi politici. E ciò nonostante il Consiglio Comunale di Gorizia abbia chiesto all’unanimità (PD incluso) che tale patrimonio culturale venga trasferito al Comune di Gorizia”.

“Oltre al dato politico, la norma può essere contestata anche dal punto di vista giuridico: le collezioni museali ed archivistiche costituiscono, infatti, demanio dello Stato (art. 822 c.c.), e quindi patrimonio inalienabile (art. 824 c.c.). In questa situazione resta, perciò, da verificare se la Regione FVG poteva arrogarsi con propria legge (n. 2/2016) la potestà di disporre il trasferimento di detti beni demaniali (nel testo tuttora in vigore la Regione ha statuito che detti beni vengano trasferiti alla stessa Regione). Lo Statuto del FVG prevede che la Regione (art. 4, punto 14) abbia competenza primaria in tema di istituzioni culturali, ricreative e sportive; musei e biblioteche di interesse locale e regionale; il successivo art. 6, che riguarda le competenze integrative della Regione (quindi a supporto e nel rispetto di norme nazionali già emanate) specifica la competenza regionale in tema di “antichità e belle arti”.

“In realtà – prosegue l’esponente di Forza Italia – è l’art. 6 Statuto (antichità e belle arti) che sembra riguardare le collezioni e quindi il demanio; tale norma, però, come detto, riguarda la potestà integrativa della Regione e non consentirebbe, quindi, di derogare all’art. 53 D.L.vo 42/04. La legge regionale n. 2/2016 (anche ove venisse modificata disponendo il trasferimento dei beni ai Comuni di Gorizia e Monfalcone) meriterebbe pertanto un attento vaglio della Corte Costituzionale”.

“Nutriamo, quindi, seri dubbi sul fatto che la Regione abbia la potestà normativa per disporre con legge il trasferimento del demanio pubblico (Musei Provinciali) attualmente di proprietà della Provincia ed in piccola parte del Comune di Gorizia. Per questo – conclude Ziberna – ho chiesto un approfondimento da parte dell’ufficio legale per non dover fare un altro pataracchio al quale questa giunta ci ha abituati, come nel caso della costituzione delle Uti, e conseguentemente il rinvio dell’esame ad altra seduta del Consiglio Regionale rispetto a quella prospettata”.

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