MONFALCONE: “FARE UNO STUDIO INDIPENDENTE PER RICERCA CANCEROGENI”

Centrale-termoelettrica-Monfalcone
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Una richiesta che giunge dal Gruppo San Valentino – Cittadini per la salute costituitosi lo scorso 14 febbraio in seguito alla notizia del rinnovo dell’AIA alla centrale a carbone A2A

Il Gruppo San Valentino – Cittadini per la Salute, “chiede alla Regione/ARPA FVG, al Comune di Monfalcone ed agli altri comuni del mandamento, di attivarsi per far predisporre uno studio da un organo indipendente per la ricerca degli agenti  cancerogeni, come è avvenuto ad esempio per Il caso dell’inceneritore di Bolzano, dove le autorità locali si sono avvalse dell’Università di Vienna”.

Nella nota diffusa oggi, il Gruppo specifica che lo studio deve essere rivolto ad un’approfondita ricerca dei cancerogeni quali: metalli pesanti, diossine composti aromatici e eterociclici, plutonio e radioattività.

“Visto  il dato statisticamente rilevante, rilevato dallo studio epidemiologico ARPA/Regione FVG, relativo ai tumori femminili alla vescica (153 osservati, rispetto a 123 statisticamente attesi, con Rapporto standardizzato di incidenza 125) – spiegano – vi  è la necessità di approfondire anche i dati relativi al tumore alla vescica negli uomini (495 osservati rispetto a 459 attesi, con Rapporto standardizzato di incidenza 108), il tumore ai polmoni femminile (270 osservati contro i 261 attesi) e i tumori infantili (25 casi osservati su 20 statisticamente attesi, con Rapporto standardizzato di incidenza 128)”.

“Inoltre  – aggiungono ancora dal Gruppo San Valentino – preoccupa l’aumento dei tumori nei giovani e nei bambini, che potrebbe essere legato alle diossine prodotte dalla combustione delle biomasse e del carbone, per cui, sempre al fine di chiarire i motivi dell’aumento di tante tipologie di tumori, chiediamo di sapere cosa è stato bruciato all’interno della centrale elettrica nel corso degli ultimi anni e l’origine di tali combustibili, per capire a cosa è stata esposta la popolazione, come dovrebbe chiarire il procedimento in corso presso il tribunale di Gorizia”.

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