MONFALCONE: A2A, VITO RIBADISCE VOLONTÀ REGIONE SUPERAMENTO CARBONE

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L’assessore regionale all’Ambiente del Friuli Venezia Giulia ha partecipato oggi ad una seduta del Consiglio comunale con all’ordine del giorno il tema ambientale e sanitario legato alla Centrale termoelettrica A2A

“Questa è l’occasione per spiegare al Consiglio comunale di Monfalcone e ai cittadini quello che la Regione ha fatto sugli aspetti sanitari e ambientali relativi alle emissioni della Centrale termoelettrica. Un percorso complesso, che prima di noi partiva da zero e che richiede momenti di approfondimento come questo, perché i tecnicismi legati a queste tematiche vanno spiegati”.

Così l’assessore regionale all’Ambiente del Friuli Venezia Giulia Sara Vito, che ha partecipato oggi ad una seduta del Consiglio comunale di Monfalcone con all’ordine del giorno il tema ambientale e sanitario legato alla Centrale termoelettrica A2A, evidenziando la coesione istituzionale fra Comune, Provincia e Regione, che negli ultimi due anni hanno prodotto importanti azioni di controllo e di analisi e una strategia per affrontare il problema nella sua complessità.

Nel presentare i funzionari e gli esperti che l’hanno accompagnata, fra cui il direttore generale dell’Agenzia regionale per l’Ambiente (Arpa) Luca Marchesi, l’assessore Vito ha ribadito che lo studio epidemiologico è stato il primo passo a cui ne seguiranno a breve altri, finalizzati ad un indirizzo politico preciso: il termine dell’uso del carbone e l’evidenza scientifica sugli effetti dell’attività della Centrale.

“Ribadisco – ha dichiarato l’assessore Vito – che noi non stiamo facendo altro che portare avanti uno dei punti programmatici di questa giunta: il nuovo Piano energetico della Regione, inserito in una fase di estremo cambiamento e in un contesto europeo. In quest’ottica si innesta la volontà di superare il carbone”.

“Il lavoro di analisi sanitaria – ha detto ancora l’assessore – sta dando i primi risultati e ricordo che questo è stato fatto non perché c’è una normativa, ma per una specifica volontà politica di questa Amministrazione regionale. In base a questo indirizzo è stato fatto per la prima volta uno studio epidemiologico: per avere chiarezza, indagare e avere elementi conoscitivi che prima mancavano”.

“Questo deve fare la politica – ha affermato l’assessore -, affidarsi a professionisti preparati a cui abbiamo dato carta bianca”.

L’assessore ha poi ricordato che sull’Autorizzazione integrata ambientale (Aia) il quadro normativo è cambiato non per volontà della Regione, ribadendo che le istituzioni locali non erano a conoscenza che questa nuova disposizione potesse valere per la Centrale.

“Ci conforta – ha detto l’assessore – l’attenzione che abbiamo ricevuto dal Ministro dell’Ambiente, che ci ha ricevuto in tempi brevissimi. Per quel che ci compete lavoreremo per superare il carbone attraverso un confronto continuo con l’azienda e con il nuovo Piano della qualità dell’aria, mentre proseguiremo con l’attività di indagine”.

Il direttore generale dell’Arpa, Marchesi, ha ricordato l’importanza dell’Osservatorio Ambiente Salute, che consente di mettere in relazione “elementi di conoscenza” nei due ambiti. Inoltre Marchesi ha sottolineato che in questo lavoro sono impegnate le migliori professionalità della Regione e che uno degli obiettivi è quello di recuperare i dati sull’inquinamento da metalli per indagare su eventuali correlazioni legate all’aspetto medico sanitario. Altro obiettivo sarà quello dello studio dell’accumulo degli inquinanti nei licheni.

Nell’illustrazione dei dati è stato evidenziato, dagli epidemiologi dell’Osservatorio Fabio Barbone e Diego Serraino, l’elemento significativo dei valori relativi al tumore alla vescica nelle donne nel periodo 1995-2009 nella zona del basso isontino. Non ci sono invece evidenze che il tumore alla mammella sia più presente nella zona del Monfalconese, ricordando che per questa patologia c’è una tendenza di crescita a livello regionale.

Nell’esposizione tecnico sanitaria è stato affermato che l’inquinamento atmosferico può generare due tipi di tumore – polmone e vescica – e che i tempi di esposizione prima dell’insorgenza del tumore vanno dai venti ai trent’anni. A tal riguardo, nelle conclusioni, l’inquinamento atmosferico è probabilmente la causa dell’aumento del tumore alla vescica sulle donne, ma non è scientificamente dimostrabile che la causa sia la Centrale A2A. Infine è stato ribadito che con i dati aggiornati al 2013, e più dettagliati, la situazione verrà ulteriormente approfondita per determinare la causalità dell’effetto.

Nel suo intervento il sindaco di Monfalcone, Silvia Altran, ha ricordato che più volte in passato il Consiglio comunale si è occupato del problema ambientale, puntualizzando che la situazione legata all’Aia e alle analisi è in evoluzione. Inoltre il sindaco ha confermato la volontà di presidiare il problema con l’obiettivo di uscire dall’uso del carbone.

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