LAVORO: PANARITI, A GORIZIA NON C’È PIU’ IL SEGNO MENO

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Presentata dall’assessora Panariti l’indagine sul mercato del lavoro in provincia di Gorizia

Il saldo registrato nel 2015 fra avviamenti e cessazioni al lavoro che per la prima volta da molti anni torna in attivo, un incremento delle assunzioni a tempo indeterminato che dal 2014 in un solo anno sono aumentate del 361% e infine, nello stesso periodo, un significativo calo della cassa integrazione e della mobilità in un contesto in cui il tasso di disoccupazione è rimasto uguale, ancorato all’8,7%, con una sofferenza però legata alla parte femminile.

Questa la fotografia del mercato del lavoro della provincia di Gorizia presentato oggi nel capoluogo isontino dall’assessore regionale al Lavoro del Friuli Venezia Giulia Loredana Panariti alle Parti sociali.

“Su Gorizia – ha detto l’assessore Panariti – registriamo un quadro di stabilità in cui sostanzialmente non c’è più il segno meno, ma che ci indica che dobbiamo lavorare sull’occupazione femminile e non solo con gli incentivi, ma attraverso un cambiamento di tipo culturale rapportandoci con le aziende”.

“Un altro elemento che emerge – ha affermato ancora l’assessore – è quello di un tessuto economico profondamente rimodellato e in questo contesto va visto con positività l’aumento delle assunzioni nell’ambito delle professioni qualificate. Ciò significa che dobbiamo continuare nel solco di un’azione che potenzi e sviluppi i percorsi formativi realizzati in collaborazione con le imprese, per far incontrare domanda e offerta di lavoro”.

Partendo dai dati elaborati dall’Istituto nazionale di Statistica (ISTAT) il tasso di occupazione nel territorio goriziano fra il 2014 e il 2015 si mantiene pressoché invariato segnando un -0,1%, all’interno del quale vi è una sostanziale differenza di genere: gli uomini infatti marcano un +2,5% mentre le donne arretrano con un -3,7%. Entrando nel dettaglio delle fasce d’età emerge un aumento per il segmento 25-34 anni che fa un salto in avanti del +3,4%, così come quello dai 55 ai 64 anni che cresce del +5,5%.

Cifre più in chiaroscuro per quel che riguarda la disoccupazione: scende sensibilmente per la fascia 25-34 anni (-3,5%) e per gli over  35 (-0,4%), mentre aumenta per i giovani dai 15 ai 29 anni (+1,9%).

Importante anche l’andamento dei tassi di inattività, ovvero di quelle persone disoccupate che hanno rinunciato alla ricerca di un posto di lavoro escludendosi dalla parte attiva della società: scende nei segmenti d’età 15-24 (-1,9%), 25-34 (-0,9%) e 55-64 (-4,9%), ma aumenta invece nella fascia 35-44 (+2%).

Passando invece ai dati ricavati dal flusso delle comunicazioni obbligatorie fatte dai datori di lavoro emerge il saldo attivo fra avviamenti e cessazioni (2014: -9.229; 2015: +752).

Infine sul fronte dei contratti a tempo indeterminato va rilevato il +169,3% che nel biennio 2014-2015 hanno segnato le assunzioni nel settore dell’industria, mentre fra le tipologie professionali gli operai specializzati (+218,1%) sono risultati essere quelli più richiesti dal mercato, davanti alle professioni di ufficio (+141,2%) e a quelle tecniche (+133,1%).

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