LAVORO: FONTANINI, REGIONE AIUTA BUROCRAZIA NON CRESCITA REALE OCCUPAZIONE

Pietro Fontanini
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Barberio, “Fallimentare Garanzia Giovani: 40 milioni di euro solo per qualche tirocinio”

“La situazione occupazionale in provincia di Udine sta precipitando. Le cronache di licenziamenti sono quotidiane: solo negli ultimi giorni abbiamo appreso della messa in liquidazione della ditta Vidussi a Cividale, della chiusura della fabbrica Envigo a San Pietro al Natisone, del licenziamento dei dipendenti della Hypo Bank, senza contare l’irrisolto problema occupazionale degli addetti CoopCa non ricollocati dopo la chiusura dei negozi dello storico marchio. Solo per citare alcune situazioni di grave crisi occupazionale e senza contare le oltre 200 procedure di licenziamento collettivo – con un trend in aumento rispetto alle annualità precedenti – aperte dalle aziende friulane nell’arco del 2015, per la gestione degli esuberi della forza lavoro. Ecco il risultato delle politiche del lavoro realizzate dalla Regione Fvg che, completamente scollegata dalla realtà, persegue quale prioritario obiettivo l’istituzione delle Unioni territoriali intercomunali. La vera emergenza invece è un’altra come riferiscono i dati sull’occupazione”.

L’affondo è del presidente della Provincia di Udine, Pietro Fontanini, di fronte alla fotografia della disoccupazione sul nostro territorio e dei posti di lavoro persi resa nota dalla Cgil Fvg.

“La Regione aiuta la burocrazia e non la crescita reale dell’occupazione” continua Fontanini che, analizzando i dati sugli occupati, evidenzia come l’incremento più significativo tra 2014 e 2015 è concentrato nell’area di Trieste con un + 2,5%. Inoltre, sempre a Trieste, si registra l’unico dato positivo in termini di aumenti di occupati anche nel periodo 2008-2015.

“Mi ritrovo nell’analisi dell’economista Mattioni – rileva Fontanini – che ipotizza una definitiva crisi del modello Friuli ancorato sul manifatturiero sorpassato dal modello burocratico che – aggiunge il presidente – privilegia Trieste rispetto al Friuli”.

“Ed è proprio a Trieste, guarda caso, – gli fa eco l’assessore provinciale Leonardo Barberio – che sono stati trasferiti la maggior
parte degli incarichi di capi ufficio e posizioni organizzative dell’Agenzia regionale del lavoro, erede delle competenze e dei dipendenti degli ex uffici provinciali del lavoro. Il territorio, prima ben monitorato, oggi è sguarnito delle posizioni apicali. Al di là delle
modifiche organizzative nella pianta organica, inoltre, non si ricordano significative iniziative sul versante del sostegno/rilancio all’occupazione intraprese dall’assessore regionale Panariti. Finite le sollecitazioni e il pungolo degli assessori provinciali al lavoro, con il passaggio delle competenze dalle Province alla Regione, l’attenzione su queste tematiche si è spento. L’unica attività consistente, avviata precedentemente al passaggio di competenze vale a dire Garanzia Giovani, si è dimostrata un fallimento totale: cosa hanno portato i 40 milioni di euro investiti? Qualche tirocinio e poco più alla faccia di un significativo investimento e non certo l’inversione di tendenza in termini di nuovi posti di lavoro per i quali l’attività è stata realizzata. Un fallimento in un contesto generale di crisi del lavoro – conclude Barberio – che sta rivelando quotidianamente le sue ingenti proporzioni”.

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