IMMIGRAZIONE: ZILLI (LN), “LA REGIONE APRA GLI OCCHI SU IMMIGRATI ROTTA BALCANICA”

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“Friuli come Lampedusa? L’abbiamo ribadito più volte negli ultimi mesi, ma i nostri appelli sono rimasti inascoltati. Fino a oggi, quando finalmente ci si accorge dell’emergenza immigrazione che sta scoppiando ai confini orientali della Regione”.

Lancia il suo j’accuse Barbara Zilli, consigliera regionale della Lega Nord, che non ci sta ad ascoltare in silenzio le dichiarazioni della presidente Serracchiani sull’opportunismo del Carroccio sulla questione immigrazione. E contrattacca, forte anche delle dichiarazioni del prefetto di Udine, Vittorio Zappalorto, che ha definito il Friuli appunto “una piccola Lampedusa del Nord”.

Oltre alla prefettura – prosegue la Zilli -, anche il premier se n’è accorto e la Serracchiani invece che fa? Minimizza e accusa la Lega di pensare soltanto ai voti, quando invece l’emergenza è reale, con Comuni e cittadini sempre più in difficoltà che di fatto sono obbligati all’accoglienza.

“La rotta Balcanica è battuta da almeno due anni”, dice la Zilli e chiede alla Giunta che metta nero su bianco i numeri reali degli immigrati presenti nella nostra regione: “Sarebbe interessante capire come e se sono utilizzati gli ingenti fondi pubblici devoluti nell’ambito del Piano stralcio del programma immigrazione 2015. La Regione ci dica come sono spesi i soldi dei cittadini per le iniziative a tutela degli immigrati e per favorire il loro inserimento sociale. Forse sarebbe meglio destinare quei fondi a chi, tra i nostri cittadini, ne ha davvero bisogno.

“Nelle tante interrogazioni rivolte all’assessore Torrenti e all’assessore Telesca per quanto di sua competenza relativamente ai rischi per la salute dei cittadini, è stata più volte espressa la preoccupazione per la tenuta del tessuto sociale a fronte dell’invasione che ormai da troppi mesi subiamo e che costringe le forze di polizia a dedicare quotidianamente il loro impegno per i controlli ai confini a Tarvisio, Cividale del Friuli, Gorizia e Trieste.

“Non solo, abbiamo sempre ottenuto risposte disarmanti che hanno portato a sminuire le problematiche segnalate e a ritenere doverosa un’accoglienza che sia rispettosa delle persone in arrivo. A quali condizioni dobbiamo continuare ad accettare l’approdo di clandestini e immigrati se non è possibile passeggiare in tranquillità con i propri figli, neppure di giorno, nei parchi di Udine, Gorizia Pordenone e Trieste, perché sono ridotti a bivacchi a cielo aperto di persone di dubbia provenienza e le forze di polizia sono obbligate a impegnare personale e risorse nei controlli anziché occuparsi di chi delinque?

“Chi pensa al rispetto dei cittadini di questa Regione?”

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