GRANDE GUERRA: SERRACCHIANI, DAL RICORDO LE BASI PER UN FUTURO COSTRUTTIVO

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“Ogni guerra è un gesto suicida che l’umanità compie contro se stessa”. Lo ha affermato oggi a Trieste la presidente del Friuli Venezia Giulia Debora Serracchiani intervenendo, nella sede del Consiglio comunale, alla cerimonia conclusiva de “Il cammino della Memoria”, 1.800 chilometri di un percorso dallo Stelvio al mare che, ha rilevato, “ha un profondo significato e dovrebbe venir inserito tra gli itinerari culturali ai quali sta lavorando il Consiglio d’Europa”.

“Tra i tanti eventi con cui ricordiamo il Centenario dell’inizio della Prima Guerra Mondiale, quest’iniziativa possiede un’intuizione originale – ha aggiunto la presidente – perché unisce riflessione storica ed indagine scientifica, e Trieste, in cui oggi quest’esperienza si conclude, è la città della scienza che ‘ha fatto il mestiere difficile’ di città di confine ed è riuscita a far dialogare culture spesso molto distanti tra loro”.

“Bisogna sempre tener presente che i conflitti non pongono fine alle controversie e noi abbiamo il dovere di ricordare ma non ripetere – ha rilevato la presidente, aggiungendo – non sfugge a nessuno quanto sia importante e difficile la strada del confronto pacifico e quanto le contraddizioni della storia sembrino a volte irriducibili”.

“Noi – ha detto quindi Serracchiani – abbiamo tutti un convinto rispetto di ciò che ha significato vivere quella drammatica esperienza e non siamo qui a celebrare vittorie o a giustificare sconfitte, ma per ricordare le privazioni, il dolore e la sofferenza di milioni di soldati e dei civili che sono sempre coinvolti nei conflitti”.

Un concetto sostenuto con forza dal presidente del Comitato storico-scientifico per gli Anniversari d’interesse nazionale Franco Marini che ha parlato di “rispetto per i caduti e per i luoghi dei caduti”, sottolineando il “profondo significato morale dell’iniziativa”. Delle emozioni connesse al ricordo della Grande Guerra aveva a sua volta parlato il sindaco di Trieste Roberto Cosolini nel dare il benvenuto a quanti hanno partecipato alle due spedizioni storiche di “Ta Pum, sui sentieri della Grande Guerra” (l’associazione che ha organizzato il Cammino della Memoria): alpinisti ed escursionisti civili e militari, che hanno attraversato assieme 120.000 metri di salite e discese, 200 cime e 300 comuni per arrivare nel capoluogo giuliano.

“Gli anni della Prima Guerra Mondiale portarono alla chiusura di un’epoca storica per la nostra città ed il suo ingresso in Italia – ha detto Cosolini, ricordando che a breve per Trieste ricorrerà un altro anniversario – ma segnarono anche la sua entrata in un lungo corridoio di tragedie ed orrori che ha conosciuto come poche altre città europee, attraversando tutti i drammi che il ‘900 ha consegnato alla storia del nostro continente prima di ricongiungersi, il 26 ottobre del 1954, all’Italia”.

Un contesto evidenziato anche dalla presidente Serracchiani, per la quale è ora importante “tener viva questa seppur simbolica azione della memoria, trasformandola in un sentiero culturale europeo e di promozione del nostro territorio, non soltanto in nome del ricordo, ma anche ai fini della digressione scientifica ed affinché, pur riflettendo su un passato così complicato e difficile, si possano gettare basi solide per un futuro democratico condiviso e costruttivo”.

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