ENTI LOCALI: PANONTIN, GRADUALITÀ NELL’ATTUAZIONE DELLA RIFORMA

Paolo Panontin (Assessore regionale Autonomie locali e Coordinamento Riforme, Caccia e Risorse ittiche, delegato Protezione civile) durante i lavori del Consiglio regionale - Trieste 11/05/2015
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 “La ricerca di una dimensione adeguata per il compimento delle funzioni amministrative è un fatto non più differibile”. L’assessore regionale alle Autonomie locali del Friuli Venezia Giulia Paolo Panontin lo ha affermato oggi al termine dei lavori del Consiglio regionale dedicati alle discussione della mozione, presentata dai gruppi di opposizione, che chiedeva la sospensione della Riforma degli Enti locali.

Mozione che tuttavia non è giunta al voto: “si è deciso di sospendere la votazione, alla luce della lettura degli emendamenti che la maggioranza ha depositato al disegno di legge di Riforma del Consiglio della Autonomie locali, ma che riguardano anche la legge in vigore di Riforma degli Enti locali”, ha spiegato Panontin.

“C’è stata la richiesta di avere il tempo di valutare questi emendamenti e di discutere alla fine dei lavori d’Aula il contenuto della mozione in relazione a queste proposte di modifica, frutto di mesi di interlocuzioni con il territorio, che possono portare la minoranza a posizioni diversificate”.

Alcuni degli emendamenti in questione, ha aggiunto Panontin, “vanno a incidere su alcune delle richieste che sono arrivate dagli amministratori, sia quelli che hanno mostrato maggiore resistenza al cambiamento sia coloro che si sono dichiarati pronti ad attuare la Riforma ma che hanno segnalato difficoltà a farlo nei tempi previsti, ovvero il 1° gennaio 2016 per l’avvio delle funzioni associate e il 1° gennaio 2017 per l’attuazione della Riforma nel suo complesso, mettendo insieme le funzioni comunali ed ereditando quelle provinciali”.

Per alcuni amministratori locali si tratta di un carico eccessivo e così, ha sottolineato Panontin, “pur mantenendo invariata la data di avvio della gestione associata delle funzioni, abbiamo reso più graduale e flessibile il primo dei termini indicati dalla legge di Riforma, affidando maggiore autonomia e garantendo più gradualità nella scelta delle funzioni da svolgere in forma associata”.

Secondo l’assessore, “la Riforma non è in contrasto con il policentrismo socio-economico e culturale dei territori del Friuli Venezia Giulia, ma si inserisce perfettamente in un percorso storico-politico-istituzionale e amministrativo più che ventennale. Le richieste di deroga territoriale – ha proseguito Panontin – sono previste dalla legge e non rispondono all’azione giudiziaria recentemente promossa da un gruppo di sindaci, bensì a richieste puntuali che, in alcuni casi, si collocano al di fuori della Riforma e non sono quindi con essa compatibili”.

“In altri casi, invece, si tratta di istanze coerenti con il quadro normativo ma sono in tutto una decina e quindi meno del 5 per cento del totale dei 216 Comuni della Regione. Su di esse la Giunta regionale assumerà le definitive determinazioni, rispettando l’impegno politico assunto quando chiese lo slittamento della discussione. Inoltre in questi mesi abbiamo cercato di mantenere una costante interlocuzione con l’ANCI sulle istanze provenienti dal territorio” ha affermato Panontin.

Nei prossimi mesi, ha ricordato l’assessore Panontin, verranno portate a compimento anche le altre riforme che completeranno il nuovo Sistema degli Enti locali e della Pubblica Amministrazione del Friuli Venezia Giulia: “a breve la Giunta regionale licenzierà il disegno di legge di Riforma della Finanza locale ed entro la fine dell’estate vedrà la luce il disegno di legge di Riforma del Comparto unico. Le Commissioni competenti prima, e il Consiglio poi, sono il luogo istituzionale nel quale si cercherà di trovare la massima condivisione sui rimanenti pilastri della Riforma complessiva delle Autonomie locali”, ha concluso Panontin.

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