EDITORIA: SERRACCHIANI, L’ARCHIVIO STORICO DE “IL PICCOLO” DIVENTA DIGITALE

Paolo Possamai (Direttore Il Piccolo), Debora Serracchiani (Presidente Regione Friuli Venezia Giulia), Roberto Cosolini (Sindaco Trieste), Fabiano Begal (Divisione Nord Est Finegil Editoriale S.p.A. Gruppo L'Espresso) e Gianni Torrenti (Assessore regionale Cultura) alla presentazione del Progetto di digitalizzazione dell'archivio storico del quotidiano Il Piccolo, in Municipio - Trieste 13/04/2016
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Fruizione on line  degli articoli della testata dal 1881 al 2002

“Mettere a disposizione un patrimonio di tutti per tutti, offrendo un’opportunità di lettura di un territorio straordinario, dalle caratteristiche storiche e culturali particolari, per riconoscerne l’identità”.

Con queste parole la presidente della Regione Friuli Venezia Giulia Debora Serracchiani ha riassunto il senso dell’intervento di digitalizzazione, metadatazione e indicizzazione dell’archivio storico del quotidiano Il Piccolo dal 1881 al 2002 che sarà frutto di un partenariato tra il pubblico – la Regione Friuli Venezia Giulia con la collaborazione del Comune di Trieste – e il privato – il Gruppo editoriale L’Espresso.

L’operazione, presentata oggi nel Salotto Azzurro del Municipio triestino, consentirà di raggiungere due importanti obiettivi: la conservazione in un’unica sequenza di un materiale particolarmente fragile, oggi frazionato in varie sedi istituzionali e private, e la fruizione on line  degli articoli della testata Il Piccolo dal 1881 al 2002, anno dopo il quale le pubblicazioni del quotidiano sono già disponibile in digitale.

Il Piccolo sarà il terzo quotidiano, accanto a La Stampa e a Il Corriere della Sera, a conseguire una digitalizzazione completa. “Qui si conserva la memoria collettiva – ha rilevato Paolo Possamai, direttore del giornale fondato da Teodoro Mayer -: Il Piccolo è lo specchio di una comunità vasta, dispersa in una diaspora che coinvolge il pianeta” e rivedere la storia scritta giorno per giorno in oltre 130 anni di articoli significa per la città di Trieste “fare un gradino nel percorso dell’autocoscienza e della consapevolezza”.

Come ha rilevato il sindaco di Trieste Roberto Cosolini, l’archivio, una volta completato, “potrà essere consultato attraverso le biblioteche” e proprio la Biblioteca Civica di Trieste ha già iniziato a lavorare al Progetto che, lo ha rilevato Fabiano Begal della divisione Nord Est della Finegil Editoriale S.p.A. (Gruppo L’Espresso), rende possibile “un sogno nel cassetto: grazie all’evoluzione tecnologica, far tornare vivo il passato”.

L’assessore regionale alla Cultura Gianni Torrenti ha reso noto che il Progetto di digitalizzazione del quotidiano triestino “sarà uno dei primi lavori dell’ERPAC”, l’Ente Regionale per il Patrimonio Culturale da poco varato con compiti di regia e valorizzazione dei Beni culturali del Friuli Venezia Giulia.

Più in generale, l’operazione presentata oggi a Trieste, ha osservato Serracchiani, s’inserisce in un processo complessivo regionale “di digitalizzazione e informatizzazione, che va dalla pubblica amministrazione alla scuola digitale passando attraverso il nostro settore produttivo”. Nel campo della cultura va ricordato il precedente della Cineteca del Friuli, il cui patrimonio è stato salvaguardato e messo a sistema digitale.

Anche l’intervento su Il Piccolo, ha concluso Serracchiani, investe su tutta la comunità regionale e sulla memoria collettiva “di un territorio estremamente ricco e complesso che ha bisogno di fissare la sua storia ma anche di guardare con chiarezza al proprio futuro”.

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