DEFINITE LINEE GUIDA RIPARTO FONDO PEREQUATIVO 2016

Soldi
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La quota da assegnare alle municipalità ammonta a complessivi 26.461.487 euro, pari a circa il 7,5 per cento del trasferimento ordinario transitorio comunale

La Giunta regionale, su proposta dell’Assessore alle Autonomie locali Paolo Panontin, ha approvato le linee guida per la successiva individuazione dei criteri di riparto del fondo perequativo dei Comuni per l’anno 2016.

Come previsto dalla legge di stabilità regionale e poi successivamente modificata con la legge regionale n.3 del 2016, la quota da assegnare alle municipalità ammonta a complessivi 26 milioni 461 mila 487 euro, pari a circa il 7,5 per cento del trasferimento ordinario transitorio comunale.

Per la definizione dei criteri di riparto, si è deciso di individuare, intanto, un set di indicatori demografici e territoriali, economico-occupazionali e finanziari. Nel procedere in questa selezione si è ritenuto di tenere conto di alcuni di quelli già utilizzati per il riparto del fondo straordinario di perequazione del 2015, ossia i parametri riguardanti gli aspetti demografici, territoriali e socio economici, ed in modo particolare quelli attinenti alle fasce di popolazione, superficie montana e tasso di disoccupazione.

A questi poi ne sono stati associati degli altri rientrati nelle categorie precedenti, che permettono di caratterizzare meglio gli elementi di vantaggio o svantaggio dell’ente locale e che incidono sulla spesa del Comune.

A tal proposito, nell’ambito demografico sono stati individuati indicatori riferiti alla popolazione residente, quella con età uguale o superiore ai 65 anni, quella fino a 14 anni e il tasso di incremento della popolazione.

Nell’ambito territoriale rientrano cinque voci: comuni montani e parzialmente montani, classificazione sismica, case sparse, zona altimetrica e distanza da centri con infrastrutture fondamentali.

Nell’ambito economico e occupazione rientrano gli indicatori relativi al tasso di disoccupazione, alle unità locali, agli addetti alle unità locali e al pendolarismo.

Per quanto riguarda poi il quarto e ultimo ambito, quello finanziario, gli indicatori ad esso riferiti tengono conto del numero dei contribuenti espresso dal comune, del reddito imponibile medio e dell’aliquota addizionale comunale all’Irpef media.

Ora che la Giunta ha individuato un ampio set di indicatori da valutare per il riparto delle risorse 2016, l’Assessore Panontin si potrà confrontare con il Consiglio delle autonomie locali, integrato da Anci regionale, per condividere e scegliere quelli da utilizzare.

Successivamente, anche sulla base delle proposte risultanti da questo confronto, la Giunta regionale approverà in via preliminare il regolamento contenente gli indicatori così selezionati e le relative modalità di calcolo, da sottoporre al parere del Consiglio delle autonomie locali per il seguito dell’iter.

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