COOPERAZIONE INTERNAZIONALE: SERRACCHIANI, COORDINARE LE BUONE PRASSI

Regione Udine
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“Le Regioni possono fare la loro parte nel sistema della Cooperazione internazionale, fungendo, più che da erogatori di risorse, da coordinatori e legittimatori di buone prassi”. Lo ha dichiarato la presidente della Regione Friuli Venezia Giulia Debora Serracchiani intervenendo al Forum Le nuove sfide della Cooperazione decentrata, tenutosi oggi all’Auditorium della Regione a Udine.

Secondo la presidente infatti “ci sono buone individualità e progetti che, se riuscissimo a coordinare e mettere a sistema, potrebbero avere maggiori effetti sulla possibilità di incidere”. “C’è un grande senso di riconoscenza da parte dell’Amministrazione regionale verso chi si impegna nel settore della Cooperazione internazionale in Friuli Venezia Giulia. La professionalità e capacità degli operatori di questo settore e la qualità dei progetti possono essere considerate sopra la media” ha affermato l’assessore regionale alla Cultura e alla Solidarietà Gianni Torrenti, aprendo i lavori del Forum.

“La scarsità di risorse ci obbliga a una definizione migliore degli obiettivi che la cooperazione vuole darsi – ha aggiunto Torrenti -. In questo senso la condivisione delle priorità è fondamentale per ottenere una maggiore efficacia degli interventi, garantendo nel contempo la massima continuità possibile ai progetti”.

In questa direzione va il Programma regionale per la Cooperazione allo sviluppo e le attività di partenariato internazionale 2014-2017, con cui l’Amministrazione regionale si pone l’obiettivo non di sostenere molti progetti isolati ma di promuovere processi di dialogo e di messa in rete di iniziative tra i diversi attori, articolando gli interventi con meccanismi di governance multilivello e partenariati pubblico-privato.

Gli interventi previsti dal Programma regionale, che guardano in particolare ai Paesi in via di sviluppo, mirano (con i cosiddetti progetti quadro) allo sviluppo e al rafforzamento di piccole imprese nelle aree di intervento, tenendo conto della coesione sociale, della tutela delle risorse naturali e culturali, dell’istruzione e della formazione professionale; i progetti micro, invece, si focalizzano sulla salute, sullo sradicamento della povertà e della fame, sulla promozione e la tutela dei diritti.

La qualità del partenariato sia a livello regionale che nei Paesi di intervento è il primo obiettivo della Cooperazione internazionale in Friuli Venezia Giulia. La valutazione dell’esperienza del proponente e la coerenza rispetto alle attività da svolgere dai partner coinvolti diventano elemento per assicurare la credibilità della proposta progettuale, garantendo nel contempo un approccio bottom up affinché il progetto non sia calato dall’alto da parte dei soggetti proponenti, ma risponda a un bisogno effettivo del territorio.

Vengono inoltre privilegiati quei progetti capaci di essere a loro volta alimentatori di ulteriori risorse e interventi: per queste ragioni assume importanza il livello di compartecipazione finanziaria dei soggetti coinvolti, la sostenibilità dell’intervento e la capacità di capitalizzare i risultati delle pregresse esperienze.

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