CONSIGLIO REGIONALE: DDL SANITA’, ULTIMI RELATORI DI MINORANZA

Consiglio regionale
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I lavori pomeridiani sono ripresi con le ultime due relazioni di minoranza.

Per Roberto Novelli (FI) si tratta di una delle riforme affrettate e confuse della maggioranza, che fanno seguito ad annunci eclatanti. Il consigliere, nella sua relazione, punta l’indice su diversi tratti della norma modificati nel suo iter di approvazione.

Fortemente criticata la volontà di chiudere strutture ospedaliere di ridotte dimensioni, e ribadito l’auspicio che gli appelli al mantenimento siano accolti, visto che in passato si è saputo ridurre la spesa senza tagliare ospedali. “Questa è una riforma così attenta a ridisegnare la mappa del potere all’interno del SSR da ignorare quelli che sono i veri problemi della gente – sostiene Novelli, che rincara la dose. Tale previsione non risponde alle principali domande dei cittadini in tema di sanità che riguardano i tempi di attesa per le prestazioni diagnostiche, le file interminabili al pronto soccorso, per non parlare dei costi per l’utenza (ticket e super ticket)”. Su questi aspetti il silenzio del ddl sarebbe assordante, mentre la riorganizzazione proposta non porterebbe risultati.

Novelli ha anche chiesto l’abolizione del superticket e ha evidenziato come la riforma sarebbe incentrata sulla demolizione dell’ospedale, mentre mancherebbe la parte costruttiva del territorio. “Si sottovaluta proprio ciò che avrebbe dovuto essere la base su cui costruire tutto il resto: la ristrutturazione della rete territoriale. Una riforma, in definitiva, che si basa solo e unicamente su un principio di rivendicazione ideologica”.

Sebbene i presupposti fossero chiari e condivisibili, per Andrea Ussai (M5S), si è arrivati a un testo che risulta essere per molti versi campato in aria e poco chiaro, con errori e imprecisioni e senza dati veri o una relazione tecnico finanziaria che quantifichi i costi e i risparmi auspicati.

“Ci troviamo quindi, per molti versi, davanti a un libro dei sogni che non sappiamo se e quando riusciremo a realizzare. Inoltre, se la scelta del modello organizzativo che prevede la fusione tra le Aziende territoriali e quelle ospedaliere potrebbe, dopo aver risolto i problemi che impediscono un’immediata fusione, portare a un miglioramento sia della continuità delle cure che dell’uso delle risorse, ci chiediamo perché sia mancato il coraggio di tagliare ulteriormente il numero delle Aziende per arrivare almeno a un rapporto rispetto al numero di abitanti che si avvicini alla media nazionale, che è di una Azienda sanitaria ogni 410.000 abitanti. Ma soprattutto perché si sono accorpate aziende che non hanno niente in comune tra di loro”, si è domandato il consigliere pentastellato, per cui le scelte operate sono poco comprensibili, se non in termini di redistribuzione dei poteri.

Altro punto critico è la riconversione completa dei piccoli ospedali in presìdi ospedalieri per la salute per lo svolgimento di attività distrettuali sanitarie e sociosanitarie. Servono inoltre maggiori delucidazioni e garanzie rispetto al servizio di urgenza e emergenza nelle periferie. Bene invece la valorizzazione della professioni sanitarie. Il MoVimento 5 Stelle auspica comunque un salto culturale complessivo nei confronti della salute personale.

È ora in corso il dibattito generale con gli interventi dei consiglieri.

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