CONSIGLIO REGIONALE: DDL SANITA’, RELATORE MAGGIORANZA PUSTETTO

Stefano Pustetto
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L’Organizzazione mondiale della sanità colloca la sanità italiana al secondo posto nel mondo, preceduta solo da quella francese – ha esordito Stefano Pustetto (SEL), secondo relatore di maggioranza del disegno di legge n. 59 – e il FVG si piazza fra le prime quattro regioni italiane: ciò rende, se possibile, più arduo il nostro compito di riforma.

Anche se il sottoscritto – ha quindi proseguito – era fra quelli che criticavano l’eccessivo ruolo che l’Agenzia regionale della sanità aveva assunto negli ultimi periodi, esondando di fatto dai suoi compiti istituzionali, sono convinto che con la sua cancellazione sia venuto meno un punto di riferimento essenziale per tutte le Aziende sanitarie della regione.

Il consigliere è quindi passato ad analizzare la situazione italiana e quella regionale, raffrontandole con i dati di altre realtà europee. Tra le cose rese note, il fatto che la popolazione del FVG è la seconda in Italia per numero di anziani; che il numero dei posti letto (pl) per acuti dal 1994 al 2008 si sono dimezzati passando da 8.365 a 4.591 e con l’attuale riorganizzazione si vuole arrivare a un totale di 3.139 pl passando, quindi, dagli attuali 3.7 pl acuti ogni 1.000 abitanti a 3.0 (questa ulteriore riduzione dei posti letto per acuti è una prescrizione presente nel decreto Balduzzi, ma per Pustetto il FVG avrebbe dovuto rivendicare la piena autonomia decisionale perché previsto in quanto regione a statuto speciale, ma soprattutto perché la gestione della sanità in termini economici e di qualità è dimostrata e sotto gli occhi di tutti; sul nostro territorio, in cui ci sono 1 milione e 200.000 abitanti, insistono due Università, quando la legge indica come bacino di utenza minimo 1,5 milioni.

La scelta di creare un’unica Azienda ospedaliero-territoriale nasce per favorire l’armonizzazione del percorso diagnostico-terapeutico-assistenziale e renderlo omogeneo dappertutto. Uno dei pilastri su cui si fonda questa riforma è il nuovo ruolo cui vengono chiamati i medici di base e i medici della continuità assistenziale, finalmente alleggeriti dagli adempimenti burocratici per riappropriarsi della professione e del ruolo che gli compete. A loro il compito di gestire a domicilio, nei presidi ospedalieri e negli ospedali di comunità, tutte le patologie minori dei loro assistiti per decongestionare i pronto soccorso degli ospedali per acuti. A questa rivoluzione culturale però, spiega Pustetto, è chiamato anche il cittadino, che deve essere responsabilizzato verso i corretti stili di vita e non usare la sanità in termini meramente consumistici.

In conclusione, pur condividendo lo spirito della riforma, il consigliere registra alcune criticità legate alla sua applicazione pratica e le esplicherà nel corso dei lavori.

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