CONSIGLIO REGIONALE: DDL SANITA’, RELATORE MAGGIORANZA GREGORIS

Gino Gregoris
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L’esame della futura legge sanitaria ha preso il via in Aula. Primo a parlare, il relatore di maggioranza Gino Gregoris (Citt), che ha fatto presente che i cittadini della nostra regione soffrono per quasi l’80% di malattie croniche che poco hanno a che vedere con l’organizzazione ospedaliera. Invece possono essere curate nel territorio, dove è più facile coinvolgere anche le famiglie.

In questo contesto – ha affermato – gli articolo 19 e 20 del disegno di legge della Giunta presentano importanti elementi di novità. In particolare, l’art. 20 delinea un percorso finalizzato a collocare alla base di ogni azione il medico di medicina generale, non solo come figura burocratica di “apertura della pratica”, ma anche come presidio ai successivi momenti.

Parimenti, i centri di assistenza primaria e i presidi ospedalieri per la salute diventeranno punti essenziali dei presidi territoriali con la collaborazione tra medici di base e medici ospedalieri. La realtà ospedaliera, attualmente infarcita di doppioni, troverà un giusto equilibrio nel trattamento delle acuzie, razionalizzando le risorse e creando un corretto rapporto tra ospedali HUB di primo e secondo livello e ospedali territoriali. La chiusura, in alcuni casi già avvenuta, di alcuni reparti caratterizzati da scarsa attività clinica deve essere intesa come un miglioramento della sicurezza sanitaria e non già, come apocalitticamente presentata da taluni, anche professionisti del settore, un depauperamento della sicurezza sociale di un territorio.

L’obiettivo che ci poniamo – ha proseguito Gregoris – è di una governance maggiormente in sintonia con i territori, partendo però dal presupposto che ciò che più conta per il cittadino è la presenza di servizi per la propria salute e non di direttori, sedi legali di aziende e altre istituzioni burocratiche di cui, spesso, il cittadino non conosce neppure l’esistenza.

Nondimeno deve essere affrontata la questione di un diverso assetto istituzionale del nostro servizio sanitario, in virtù di almeno 2 motivazioni: il parziale fallimento dell’attuale assetto, basato sulla separazione tra Aziende ospedaliere e Aziende territoriali, ha generato disomogeneità talvolta sfociate in vere e proprie guerre tra Ass; un’unica governance non potrà che facilitare, all’interno dei territori di competenza e ponendo la responsabilità in capo a un’unica direzione, l’integrazione dei percorsi assistenziali. Il tutto in vista di una futura ulteriore semplificazione.

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