CONSIGLIO REGIONALE: DDL SANITA’, PRIMI RELATORI DI MINORANZA

Consiglio regionale
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Le relazioni di minoranza al disegno di legge di revisione del sistema sanitario sono iniziate con l’intervento di Alessandro Colautti (NCD), per cui la riforma sanitaria è un terreno di confronto che deve esulare dalle stantie contrapposizioni ideologiche, con l’obiettivo di rendere il sistema sanitario sostenibile di fronte alle nuove sfide, la lotta contro gli sprechi e le inefficienze per poter reinvestire in sanità.

Il Nuovo Centro Destra stigmatizza la cancellazione della precedente legge in materia, ritenendo che quella previsione fosse utile anche per il presente disegno di legge. Difatti, la nuova zonizzazione resta una delle parti meno condivise della norma, ma il riordino istituzionale e organizzativo del Servizio sanitario regionale non può più essere rinviato ed è su questa linea che si è sviluppato il lavoro del suo Gruppo all’interno della Commissione consiliare competente, con emendamenti accolti a precise parti della norma. Perno della posizione espressa, l’assonanza delle previsioni con i tratti del Patto della salute nazionale.

Restano aperte alcune problematiche e resta il parere negativo sull’individuazione del numero e delle aree geografiche che compongono le Aziende territoriali. Da rivedere anche le posizioni sugli ospedali minori. Segnalata, tra le maggiori preoccupazioni, l’effettiva gradualità nel riorganizzare e la possibilità di garantire le coperture dei servizi sanitari.

“Per questo motivo – ha concluso Colautti – il NCD è convinto che l’approvazione del disegno di legge non sarà un punto d’arrivo, ma di partenza per la realizzazione degli obiettivi che la riforma si prefigge”.

Colautti ha infine precisato che la componente Fratelli d’Italia/AN all’interno del suo Gruppo mantiene una posizione di contrarietà alla norma.

Sfavorevole la posizione espressa da Valter Santarossa (AR) che, nella sua relazione, giustifica la contrarietà al disegno di legge perché, invece di riformare il sistema in maniera coraggiosa, sperimenterebbe sulla salute dei cittadini un modello nuovo che porta con sé problematiche e rischi non trascurabili.

Sebbene d’accordo sui principi, Autonomia Responsabile non ritiene accettabile che l’organizzazione e la struttura del sistema sanitario siano un semplice abito da confezionare per vestire la riforma. Senza un’adeguata analisi, i consiglieri di minoranza rifiutano la fusione delle Aziende territoriali con le Aziende ospedaliere, fondata a loro dire su impostazioni ideologiche o su logiche politiche, corporativistiche e territoriali.

Molti anche i rischi di questa scelta paventati da Santarossa. Tra questi, il timore che ricerca e didattica trovino in un sistema integrato sempre meno spazio. Il problema della continuità delle cure potrebbe essere risolto, invece che dall’accorpamento, da un dipartimento interaziendale deputato.

La soluzione proposta dal suo Gruppo è l’Azienda territoriale unica, attraverso la quale garantire il recupero dell’efficienza, una razionalizzazione della spesa sanitaria evitando al contempo ricadute negative sull’offerta di servizi ai cittadini e sulla qualità dei servizi stessi e garantendo servizi omogenei. Altro punto a sfavore del ddl: l’organizzazione della rete dei presìdi ospedalieri, che sarebbe a svantaggio delle aree montane e pedemontane.

Sarebbe un grave errore – ha concluso – mantenere le previsioni e non considerare le possibilità offerte in tal senso dal Patto della salute nazionale, che prevede deroghe per zone particolarmente disagiate.

Giovanni Barillari (Misto) evidenzia diversi punti favorevoli del disegno di legge, auspicando il raggiungimento di un’ampia condivisione, e nel suo intervento ha sottolineato quanto sia fondamentale l’integrazione con il territorio, dell’università.

Ecco i punti che per il consigliere, nella sua relazione, sarebbero perfettibili.

Nell’ambito della gestione delle emergenze è fondamentale mantenere un livello tale da garantire sicurezza e tranquillità ai cittadini. Ciò avverrebbe attraverso un potenziamento prima di tutto tecnologico delle aree di emergenza. Necessario anche porre la giusta attenzione ai reparti di geriatria, individuando funzioni specifiche presso i presidi ospedalieri. Importante promuovere ulteriori campagne di screening, con un richiamo puntuale in legge. Opportuno dare un ruolo centrale alle farmacie, in quanto centri di prenotazione, ma anche di diffusione e monitoraggio della campagne di screening.

La riforma è un punto di partenza – così Barillari – ed è fondamentale vigilare su competenza e meritocrazia. Senza gli uomini che la portano a compimento, ogni riforma diventa vana.

I lavori sono stati sospesi. Riprenderanno alle 14.30.

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