CENTRO RICERCHE SISMOLOGICHE: SERRACCHIANI, IMPORTANZA PREVENZIONE

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La presidente è intervenuta oggi a Udine all’inaugurazione della nuova sede del Centro di ricerche sismologiche (Crs)

“Per quanto un terremoto non sia prevedibile, è tuttavia possibile fare prevenzione costruendo edifici antisismici, dando informazioni alla popolazione nel momento della calamità e sui comportamenti da adottare. Questa è una delle attività svolte dall’Istituto che qualificano questo nostro territorio che è stato un modello di ricostruzione ma vogliamo che sia anche un modello per comprendere il più possibile il fenomeno sismico”.

Lo ha affermato la presidente della Regione Friuli Venezia Giulia, Debora Serracchiani, in occasione dell’inaugurazione della nuova sede del Centro di ricerche sismologiche (Crs) , cuore operativo della rete di monitoraggio sismico del Friuli Venezia Giulia dell’Istituto nazionale di oceanografia e di geofisica sperimentale (Ogs). Il Centro è una delle quattro sezioni dell’Ogs ed è stato istituito formalmente nel 1989 per svolgere ricerche sulla sismicità e sulla sismogenesi dell’Italia nord-orientale e sviluppare e gestire la connessa rete di rilevamento sismico anche per fini di protezione civile.

Nella sede di Udine inaugurata oggi – che comprende nuovi uffici, laboratori, sala sismica – secondo la presidente, si possono continuare a svolgere molteplici attività che riguardano la fase preventiva “perché è vero che un terremoto non è prevedibile ma l’attività di prevenzione aiuta a mitigarne gli effetti negativi” e ha sottolineato l’importanza degli incontri con le scuole voluti dall’Istituto così come sono stati descritti dalla presidente dell’Ogs, Maria Cristina Pedicchio che ha rimarcato la necessità di diffondere una cultura della prevenzione.

“Vorremmo con la Protezione Civile accompagnare i cittadini – ha detto Pedicchio – verso una cultura più informata della gestione del rischio ed il nostro ente si dedica anche a questo. In occasione dell’anniversario del terremoto del 1976, Ogs ha, infatti, proposto alle scuole laboratori didattici e un ciclo di visite al Centro di ricerche sismologiche”.

Nel periodo febbraio – maggio sono state 600 le visite prenotate che hanno coinvolto i giovani per visitare la struttura e svolgere attività didattica nei laboratori.

“Un’inaugurazione che cade in occasione dei 40 anni dal sisma del 1976 – ha riferito Serracchiani – in una terra che è fra quelle che hanno messo in campo un modello fra i più qualificati di ricostruzione e di reazione alle emergenza che non dobbiamo dare per scontato perché dietro a questo sistema c’è un grande impegno di uomini e donne fatto di preparazione, formazione, aggiornamento”.

Nell’evidenziare la massima attenzione della Regione al Crs, la presidente ha voluto sottolineare come la struttura inaugurata oggi sia ricca di ottimi contenuti.

Pedicchio ha evidenziato, inoltre, l’assenza di confini del sisma: “il terremoto non conosce confini e non ha nazionalità, per questo la collaborazione a livello internazionale per noi ha un enorme valore. Stiamo infatti collaborando in tal senso con Austria, Slovenia e Croazia per consolidare le reti di monitoraggio già esistenti”.

Ad illustrate la struttura è stato, invece, Marco Mucciarelli, direttore del Crs.

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