CENTRALE NUCLEARE KRSKO: ZIBERNA (FI), SERVONO ACCERTAMENTI ANCHE ITALIANI

centrale nucleare di Krsko
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“Da trent’anni la vita della centrale nucleare di Krško è costellata di incidenti, più o meno gravi. E’ ora di dire basta e di pretendere dal governo sloveno estrema chiarezza sulle sue reali condizioni di rischio”

“La scossa tellurica di magnitudo 3,9 della scala Richter che si è scatenata a 10 km di profondità alle 15.02 del 9 aprile al confine tra Croazia e Slovenia a soli 15 chilometri dalla centrale nucleare di Krško ha riproposto la questione della sicurezza di questa centrale”.

Lo sottolinea il vicecapogruppo di FI in Consiglio regionale, Rodolfo Ziberna esprimendo preoccupazione per la vicinanza della centrale (139 km da Trieste e 146 km da Gorizia), anche in considerazione sia dei contenuti di uno studio svolto dall’Istituto francese sulla sicurezza nucleare che avrebbe evidenziato elevato rischio sismico nella zona di Krško, sia del progetto di costruire accanto all’esistente centrale da 690 MW (entrata in funzione nel 1983), una nuova da 1.600 MW.

Ziberna, ricordando di aver presentato, insieme ad altri quindici colleghi dell’opposizione, una mozione consiliare per impegnare la Giunta regionale a farsi parte attiva nei confronti delle autorità nazionali e slovene, al fine di pretendere nel Comitato scientifico (o soggetto analogo) della centrale di Krško una presenza qualificata anche di esperti italiani in grado di valutare il rischio della centrale, evidenzia che “è’ passata ormai l’ora in cui chiedevamo senza avere risposta” e sollecita l’Esecutivo a intervenire presso istituzioni internazionali per chiedere documentazione e controlli immediati”.

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