CARCERE GORIZIA: LAURI (SEL) CON GARANTE VISITA REPARTO OMOSESSUALI

Carcere Gorizia
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Lauri: “La sezione omosessuali è stata istituita senza però essersi dotata delle necessarie strutture né rafforzando l’organico”

Il capogruppo di Sel in Consiglio regionale, Giulio Lauri, e il Garante delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale del Fvg, Pino Roveredo, dopo l’audizione di quest’ultimo in Regione da cui è emersa l’esistenza di una sezione gay nel carcere di Gorizia, sono andati di persona a verificare la cosa.

Il penitenziario isontino accoglie dall’agosto 2015 un “reparto per omosessuali, provenienti dal Triveneto, rinchiusi nella nuova ala dell’edificio ristrutturata da poco, dove i tre detenuti si dividono le due celle”, racconta il Commissario che coordina il servizio.

“La sezione omosessuali è stata istituita senza però essersi dotata delle necessarie strutture né rafforzando l’organico – spiega Lauri: l’istituto penitenziario goriziano vive infatti, da anni, una situazione di disagio strutturale – nonostante un lotto di interventi di recupero strutturale dell’edificio già ultimata e la seconda a data da definirsi – e di forte carenza di personale a fronte di una popolazione carceraria composta da 58 persone. Turni di servizi accorpati con agenti in età di pensionamento non possono garantire la piena efficienza del servizio. La condizione delle persone che vivono in questa zona speciale è ulteriormente aggravata dall’impossibilità, per mancanza di spazi adeguati e di personale di sorveglianza, di accedere a tutte le attività riabilitative, didattiche e lavorative come gli altri detenuti. Una pena raddoppiata”.

“Durante l’incontro diretto con i tre detenuti che vivono in questo reparto, è emersa forte la difficoltà della quotidianità in un luogo dove tutto è impedito – racconta ancora il consigliere di Sel -. Totale isolamento: l’attività di riordino della Biblioteca è l’unica ad essere stata realizzata date la carenza del personale e la necessità di mantenere l’isolamento dei tre. Durante il colloquio, un giovane romeno ha dichiarato di non essere omosessuale, che ha firmato un’istanza di protezione senza però sapere che essa conteneva anche la richiesta di essere separato dai detenuti eterosessuali, e che ora per questo vuole andare via di là. Ci ha mostrato le braccia lesionate da numerosi tagli, ci ha detto di aver ingoiato lamette, ci ha chiesto aiuto. Non la pensa come lui invece un altro detenuto, rinchiuso nella stessa sezione, che non ha nulla da obiettare su questa sezione speciale”.

“Sono rimasto impressionato dallo stato di totale isolamento in cui si trovano questi tre detenuti. I programmi di protezione vanno costruiti ascoltando i Garanti e il mondo dell’associazionismo carcerario che ben conoscono le dinamiche interne”, ha affermato Pino Roveredo, al termine della visita. E anche il consigliere Lauri ha concluso l’incontro ribadendo “l’intenzione di vederci più chiaro”, e prendendo l’impegno di segnalare al Governo quanto emerso dalla visita.

“Voglio capire di più cosa sta succedendo e per questo interpellerò anche il Garante nazionale dei detenuti Mauro Palma e il Garante regionale dei diritti della persona Walter Citti: per capire se a Gorizia sia in atto una duplice discriminazione, quella di detenuti che vedono leso il diritto alla riabilitazione sociale e quella di esseri umani liberi di avere il proprio orientamento sessuale”.


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