CALCIO: UDINESE, CONFERENZA STAMPA DI MISTER STRAMACCIONI

Strammaccioni Andrea Mister
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“La vittoria in campionato ci ha dato slancio e spinta. L’Empoli è una squadra pericolosa. Abbiamo preparato bene la partita”.

Le parole del Mister in conferenza stampa nel consueto incontro con i giornalisti alla vigilia delle partite ufficiali.

Parte il campionato, dopo la Coppa si fa sul serio anche in Serie A…

“La vittoria in coppa ci ha dato entusiasmo e spinta, una carica in più per lavorare bene e prepararci all’esordio contro l’Empoli. Affrontiamo una squadra che solo chi non conosce bene non sa quanto sia pericolosa, ci siamo preparati bene per questo debutto”.

Lei ha parlato di un progetto che ruota intorno a Simone Scuffet, può spiegarci bene?

“Quando sono arrivato all’Udinese, già al momento della firma, c’era un progetto e una idea ben chiara di come gestire il presente e il futuro di un patrimonio della squadra come Simone. Su di lui c’è un progetto tecnico ben preciso: noi dobbiamo lavorare sul suo talento. Non lo abbiamo ceduto perché pensiamo possa migliorare, vogliamo un portiere vero, pronto su cui lavorare adesso e nei prossimi anni. Come allenatore ho sposato questa idea del club. Simone è ragazzo intelligente ed è il primo ad essere d’accordo sulla sua gestione. Dal patron fino al giocatore siamo quindi tutti d’accordo su questa linea: chi vuole bene a Simone lo deve capire. Ironia della sorte mi trovo a lavorare qui con Alessandro Nista come preparatore dei portieri. Nista era il terzo portiere del Parma con Bucci e Buffon. Lui stesso mi ha raccontato la storia di Gigi che dopo la stagione da titolare per l’infortunio di Bucci, tornò a fare il secondo. La posizione di Simone va tutelata per crescere al meglio, la pensa così anche il CT Antonio Conte, con cui ho parlato. Non a caso è stato convocato per la nazionale under 19 che è quella dei suoi pari età”.

La squadra ha iniziato bene contro la Ternana, Totò è stato, come spesso accade, il protagonista quasi assoluto…

“La sua finalizzazione è il lavoro di tutta la squadra. Il fatto che abbia lasciato il rigore a Thereau fa capire quanto sia leader di questa squadra. Poi non c’è niente di male nel ‘dipendere’ da un giocatore. La Juve dipende da Tevez, l’Inter da Palacio, la Roma da Totti e via dicendo. Noi giochiamo sempre per mettere in condizione gli attaccanti di far male all’avversario. Totò sta benissimo e ce lo teniamo stretto”.

E Muriel come sta?

“Ve lo dirò dopo la partita di domani… L’Udinese crede in lui ma non voglio dire nulla perché è importante che parli il campo. Il suo futuro passa solo attraverso la sua convinzione e i suoi piedi”.

Ha parlato prima dell’Empoli come avversario da temere, cosa conosce dei toscani?

“Io credo che l’Empoli, se riesce a fare il 60% di ciò che ha fatto in B, sarà la rivelazione del campionato. Conosco tutti i giovani di Sarri perché li ho affrontati nei miei percorsi con le giovanili. Hnno fatto crescere molti elementi dal vivaio. E’ forse la squadra che ha cambiato meno in A e quindi avrà continuità. Giocano un calcio propositivo e dovremo sfruttare le nostre armi e il fattore casa per vincere”.

Ha già le idee chiare sul blocco base con cui affrontare la stagione?

“Anche noi come ogni squadra abbiamo una spina dorsale. Il calcio moderno però richiede preparazione della partita e dell’avversario, se l’allenatore ha più frecce al suo arco può mettere in difficoltà i rivali. Dalla cintola della difesa in su abbiamo più armi a disposizione”.

L’Udinese è pronta a giocare con il trequartista?

“Abbiamo in rosa due giocatori con spiccate caratteristiche offensive come Kone e Bruno, ma dovremo meritarcelo: in una squadra moderna con due punte serve molto lavoro e collaborazione. La nostra evoluzione tattica passerà da ciò che si vedrà in campo e servirà equilibrio prima di poter osare”.

Come sta Kone’ rispetto al resto del gruppo visto il ritardo con cui è arrivato?

“Kone con noi ha svolto solo dieci allenamenti ma ha doti atletiche naturali importanti che sopperiscono al suo potenziale ritardo. Ha fatto un buon mondiale prima dell’infortunio, con la società non avevamo dubbi sulle sue caratteristiche. L’Udinese lo aveva nel mirino fin dai tempi del Brescia. La sosta lo aiuterà a recuperare la condizione”.

Giocare tutto l’anno in uno stadio in costruzione potrà essere penalizzante?

“Certamente ci penalizzerà ma è un anno di sofferenza per raggiungere un progetto enorme. Adesso che sta venendo su la curva e si inizia ad immaginare il futuro, capisci che è un momento storico. I nostri tifosi con l’eco della tribuna si faranno sentire il doppio”.

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