BOLKESTEIN: REGIONE DISPONIBILE A TAVOLO SU NODO CONCESSIONI

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Vito: “I cittadini non possono essere lasciati soli e le istituzioni hanno il dovere di dare corso a un’azione di accompagnamento”

“Piena disponibilità a tradurre in un Tavolo l’ascolto delle istanze dei gestori degli stabilimenti balneari e degli artigiani investiti dalle possibili conseguenze della direttiva Bolkestein”.

L’ha manifestata l’assessore regionale all’Ambiente Sara Vito concludendo il workshop “La direttiva Bolkestein – effetti e ripercussioni sul nostro territorio”, organizzato da Confartigianato Imprese Gorizia con il sostegno di Confartigianato Imprese FVG e sotto il patrocinio del Comune di Grado.

L’evento si è svolto nella sala consiliare di Grado, alla presenza dell’europarlamentare Isabella de Monte, del deputato Tiziano Arlotti, del presidente della Camera di commercio di Gorizia Gianluca Madriz, di Graziano Tilatti e Ariano Medeot, rispettivamente presidente di Confartigianato Imprese FVG e Confartigianato Imprese Gorizia, e del commissario straordinario del Comune, Claudio Kovatsch.

Dal convegno sono emerse le preoccupazioni dei settori legati al turismo balneare e alla nautica di diporto sul quadro incerto che investe a livello nazionale ed europeo il tema della disciplina delle concessioni nelle aree demaniali. In applicazione alla direttiva Bolkestein, che assicura la libertà di stabilimento delle attività e la libera circolazione dei servizi, dal 2006 non vige più in Italia il diritto d’insistenza che assicurava il rinnovo automatico delle concessioni ogni sei anni.

Per effetto di una serie di proroghe decise dal parlamento, le attuali concessioni relative agli stabilimenti balneari sono in teoria valide fino alla scadenza del 2020, ma una risoluzione non favorevole da parte della Corte di giustizia europea è ipotizzata entro maggio a seguito della conclusione della procedura d’infrazione promossa dalla Commissione europea nel 2008. Alle viste della sentenza, l’Avvocatura generale della Corte ha già dichiarato incompatibili le norme italiane che avevano prorogato le assegnazioni dal 2015 al 2020.

“I cittadini non possono essere lasciati soli e le istituzioni hanno il dovere di dare corso a un’azione di accompagnamento”, ha detto Vito, raccogliendo la proposta elaborata da Confartigianato Imprese Gorizia, che ha predisposto un corposo dossier in cui sono suggeriti alcuni percorsi da seguire per cercare una soluzione al problema delle assegnazioni demaniali.

La complessità della questione è stata riconosciuta da tutti i relatori: dall’europarlamentare Isabella De Monte, che ha parlato di “tema spinoso” e del difficile crinale su cui si è mosso il governo italiano nel tentativo di far valere in sede europea una strategia di doppio binario, in base alla quale si garantirebbe la prosecuzione delle concessioni esistenti, sottoponendo invece a gara aperta su scala Ue gli affidamenti liberi.

Questo percorso, come ha spiegato il deputato riminese Tiziano Arlotti, ha trovato però un altro scoglio: il ricorso al Tar presentato da concessionari decaduti in Sardegna e in Lombardia, che si sono appellati proprio allo spirito della direttiva Bolkestein, pienamente attuata in Italia con un decreto legislativo del 2010. Sconsigliando una resistenza a oltranza con le armi delle proroghe, Arlotti ha aggiornato i convegnisti su un’iniziativa del ministro Enrico Costa che punta, in sostanza, a riconoscere il valore aggiunto apportato dai gestori di stabilimenti balneari e artigiani e la qualificazione professionale degli operatori, per evitare che gli eventuali concessionari subentranti sulla base della Bolkestein possano acquisire un’attività strutturata senza risarcire i cessati.

Utile, secondo Arlotti, anche un coinvolgimento della Conferenza delle Regioni e dell’Anci e, lo ha sottolineato Vito, degli europarlamentari, in una partita che si gioca su norme sovraordinate rispetto a quelle nazionali e regionali. Peraltro l’assessore all’Ambiente ha ricordato che il Friuli Venezia Giulia “non parte da zero”, in quanto nel 2006 l’assemblea regionale approvò la legge 22 che detta anche norme in materia di demanio marittimo con finalità turistico- ricreativa, già fissando precisi requisiti di idoneità per i concessionari di attività nel demanio marittimo.

Il commissario Kovatsch ha evidenziato, infine, la vicinanza della Regione rispetto ai problemi della spiaggia e della laguna gradese, che si sono tradotti di recente in uno stanziamento di 1,5 milioni per fare fronte ai danni provocati da una grave libecciata e al supporto delle necessarie e costose opere di dragaggio.

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