AMBIENTE: NESSUN RISCHIO AMIANTO NELLE NOSTRE ACQUE

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“Tramite le indagini e gli studi in programma sarà comunque possibile individuare le priorità ed effettuare interventi di bonifica e sostituzione delle condutture”

Le più recenti indagini e gli studi per ricercare la eventuale presenza di fibre di amianto nelle acque potabili sono rassicuranti e consentono di affermare che non ci sono al momento rischi connessi all’utilizzo dell’acqua degli acquedotti del Friuli Venezia Giulia, anche laddove vi sono ancora tratti di condutture in cemento-amianto.

E’ quanto emerso nel corso della Tavola rotonda “Acqua è salute: cosa sappiamo del rischio amianto?” che si è tenuta oggi nella sala Del Bianco del Comune di Staranzano (Go). L’incontro, al quale ha partecipato anche l’assessore all’ambiente Sara Vito, è stato organizzato dalla Scuola Provinciale dell’Acqua, da AdriaticGreeNet e dal Comune di Staranzano con il sostegno della Regione FVG e della Provincia di Gorizia, allo scopo di fornire nuovi aggiornamenti sulla presenza di fibre di amianto nelle acque potabili e sugli eventuali rischi correlati.

“Momenti di incontro e confronto sul tema dell’amianto – ha affermato l’assessore regionale – sono molto importanti, soprattutto nel Monfalconese, che ha vissuto le conseguenze drammatiche dell’uso di questo minerale in ambito lavorativo. A tale proposito è quanto mai opportuno presentare proprio in questa realtà le azioni che l’amministrazione regionale ha attuato per contenere il rischio e avviare una capillare attività di bonifica”.

Vito ha ricordato in proposito che la Regione ha iniziato ad interessarsi del problema amianto nel lontano 1996 con un primo Piano regionale amianto, che ha consentito di avviare il censimento dei manufatti (compresi gli acquedotti); successivamente nel 1998 sono stati stanziati i primi contributi a favore di Enti pubblici per la rimozione di amianto deteriorato. Nel 2006 e 2007 sono stati effettuati da Arpa i primi censimenti.

Nel 2013, con l’avvio della legislatura guidata da Debora Serracchiani, la Regione ha rimesso il tema dell’amianto al centro della sua agenda con il potenziamento della Commissione regionale amianto, integrata con esperti in questioni ambientali, con lo stanziamento (2015) di nuovi contributi a favore dei Comuni per la rimozione dell’amianto, con il sostegno alle campagne di telerilevamento multispettrale che Arpa andrà a realizzare nel mese di aprile di quest’anno e, infine, con l’intenzione, ricordata oggi dall’assessore, di realizzare un secondo Piano amianto.

Per quanto riguarda le acque potabili, Vito ha ricordato che “bisogna capire l’effettiva pericolosità delle condutture in cemento-amianto. Tramite le indagini e gli studi in programma sarà comunque possibile individuare le priorità ed effettuare interventi di bonifica e sostituzione delle condutture”.

Nel corso dell’incontro sono stati ricordati anche i risultati dei monitoraggi effettuati da ARPA nel 2005, già allora del tutto tranquillizzanti: dei 21 campioni analizzati solo in 2 erano state trovate tracce di fibre di amianto. I monitoraggi verranno in ogni caso ripresi nel corso di quest’anno e confrontati con quelli precedenti.

Altro dato positivo, evidenziato da Mirio Bolzan, amministratore unico di IrisAcqua, la progressiva sostituzione delle condutture in cemento Amianto. Dei 300 km circa presenti in provincia di Gorizia, circa un terzo sono già state sostituite e ci sono già dei piani operativi per la sostituzione di un’ulteriore quota.

Da tener presente infine, un ulteriore elemento rassicurante: per Fiorella Belpoggi, direttore dell’Istituto Ramazzini di Bologna, il calcare spesso presente nelle acque, specie nel Goriziano, si deposita sui bordi delle condutture di cemento-amianto, formando un manicotto protettivo che impedisce la diffusione delle fibre nell’acqua.

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