AGRICOLTURA: MENO BUROCRAZIA PER VALORIZZARE IL NOSTRO PATRIMONIO

Coldiretti Udine1
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“Obbligo di chiarire la provenienza per i prodotti trasformati e in particolare per il latte UHT”

“La manifestazione di Coldiretti ci ricorda l’importante patrimonio agroalimentare che abbiamo e l’impegno che ci viene chiesto, a livello europeo, per una regolamentazione che stabilisca l’obbligo di chiarire la provenienza per i prodotti trasformati e in particolare per il latte UHT e, dall’altro, a livello nazionale per intervenire sui problemi burocratici e su una filiera il cui prezzo da allevatore e produttore a prodotto finale che arriva al consumatore è troppo diverso e distorto”.

Lo ha affermato la presidente della Regione Debora Serracchiani a margine della manifestazione di Coldiretti organizzata nell’ambito del tour 2016 “Le Ra/egioni del cuore” e che ha portato in piazza, anzi, proprio al teatro Giovanni da Udine, centinaia di allevatori con trattori e mucche in una mattinata ricca di incontri, di contributi e di confronti. Presente anche l’assessore regionale alle Risorse agricole Cristiano Shaurli, al dibattito condotto dal presidente nazionale Roberto Moncalvo e dal segretario generale Vincenzo Gesmundo, sono intervenuti, tra gli altri, l’intera giunta dell’associazione, tre giovani imprenditori friulani e il presidente della Coldiretti del Fvg Dario Ermacora.

Di fronte ad una crisi senza precedenti Ermacora ha denunciato come il FVG sia la porta d’ingresso in Italia di “centinaia di milioni di chili di latte stranieri, anche come trasformati e semilavorati industriali, che vengono spacciati con l’inganno come made in Italy”, ribadendo la necessità di indicare l’origine della materia prima nelle etichette dei prodotti. Ermacora ha risposto anche in merito alla necessità di sburocratizzare il settore vinicolo. “Si sta lavorando ad esempio al ‘Libro unico dei controlli’ per evitare sovrapposizioni”, ha ricordato.

Nel corso dell’incontro non si è parlato soltanto della crisi del latte, ma di tutte le filiere agroalimentari – dalla carne ai formaggi, dai seminativi all’ortofrutta, dall’olio di oliva, minacciato dalle importazioni dalla Tunisia, al vino – e sono stati toccati i temi dell’accesso al credito e della copertura assicurativa delle aziende.

E’ stata fotografata la difficile situazione della fattoria Italia e sono stati smascherati gli inganni di cagliate (per lo più dalla Lituania) e polveri che passano i confini per diventare mozzarelle e formaggi italiani.

Non solo il teatro era gremito in ogni ordine di posto, ma anche tutto il giardino del teatro è diventato un pascolo con tanto di stalla con vitellini, vacche da latte con angolo per la mungitura, tra cui anche la pronipote della mucca “Onestina”, simbolo della battaglia per il “made in Italy” degli allevatori che chiedono di continuare a mungere con un prezzo giusto ed onesto.

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